Salute

Andare a letto tardi fa male al cuore?

E' vero che andare a letto tardi e non avere una regolare attività del sonno fa male al cuore?

cuore sonno

Negli ultimi giorni la comunità scientifica ha acceso i riflettori sul legame tra andare a letto tardi e la salute del cuore, raccogliendo dati e studi che confermano come l’orario in cui ci corichiamo non sia un dettaglio trascurabile per il nostro organismo, ma un elemento significativo della nostra salute cardiovascolare.

Secondo una recente ricerca basata sui dati della UK Biobank, una vasta banca dati sanitaria con oltre 320 mila partecipanti seguiti per anni, chi tende ad andare a dormire regolarmente più tardi rispetto alla media — i cosiddetti “gufi della notte” — mostra una salute del cuore peggiore rispetto a chi segue ritmi più mattinieri o regolari. In questo gruppo si osserva non solo una maggiore probabilità di presentare problemi cardiovascolari generali, ma anche un incremento del rischio di infarto o ictus di circa il 16 %.

Andare a letto tardi fa male al cuore?

Questi risultati non implicano che l’orario di addormentamento sia di per sé l’unico responsabile degli eventi cardiaci, ma indicano che la sincronizzazione del sonno con il naturale ritmo circadiano del corpo è fondamentale. L’organismo umano è programmato per ridurre progressivamente la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa durante le ore notturne di riposo profondo; andare a letto sistematicamente oltre la mezzanotte può provocare un disallineamento tra il nostro “orologio biologico” interno e il ciclo luce-buio dell’ambiente, con conseguenze che coinvolgono non solo il cuore ma anche i processi metabolici e infiammatori.

Le persone con cronotipo serale, ovvero predisposte a essere più attive la sera, tendono anche a manifestare uno stile di vita più disordinato: orari dei pasti più tardi, qualità del sonno inferiore, possibili difficoltà nel mantenere un regime di attività fisica regolare e un controllo ottimale dei fattori di rischio classici come pressione, colesterolo o glicemia. Tutto ciò contribuisce ad aumentare il rischio cardiovascolare complessivo osservato negli studi.

Va sottolineato che il problema non è solo l’ora in cui ci si corica, ma anche la qualità e la regolarità del sonno: ricerche precedenti hanno già evidenziato come la privazione cronica di sonno e la scarsa qualità del riposo siano correlate ad un aumento della pressione arteriosa, infiammazione, squilibri ormonali e insulino-resistenza, tutti fattori che influiscono negativamente sulla salute cardiaca.

L’invito degli esperti, quindi, non è semplicemente quello di tornare a letto prima per partito preso, ma di prestare maggiore attenzione ai propri ritmi biologici e alle abitudini di sonno-veglia. Una routine di orari coerente di addormentamento e risveglio, associata a un sonno di buona qualità, può aiutare a ridurre lo stress fisiologico e mantenere il cuore in condizioni migliori, al pari di altri comportamenti salutari come una dieta equilibrata e l’attività fisica regolare.

In sintesi, andare a letto tardi non è semplicemente una questione di stanchezza o di comodità: le evidenze attuali suggeriscono che mantenere orari di sonno regolari e in linea con i ritmi naturali può avere benefici concreti per la salute del cuore, mentre posticipare frequentemente l’ora di coricarsi — soprattutto se associato a cattive abitudini di vita — può aumentare il rischio di problemi cardiovascolari nel lungo periodo.

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