Chirurgia estetica: lo Stato rimborsa, almeno ad Avellino

Ebbene sì, questo è quello che è stato scoperto ad Avellino, dove un folto numero di donne, in collaborazione con una fitta  rete di medici, specialisti e paramedici, si rifacevano belle” dal chirurgo, mentre fingevano su carta, di essere gravemente malate per ottenere i rimborsi del Servizio Sanitario Nazionale.

E’ stato un piano davvero ben studiato, in quanto a guadagnarci erano davvero tutti. Difatti oltre alle “bramanti donzelle”, desiderose di nuove labbra o un nuovo seno, erano anche i medici specialisti che sarebbero risultati su carta come i “più bravi” considerati i numerosi interventi di estrema “gravità”, che li avrebbero coinvolti nelle diagnosi “di queste pazienti  affette da malattie gravissime”.  Questi medici infatti, con l’incremento delle pseudo operazioni, avrebbero avuto anche il “premio incentivante”, dato l’alto numero di operazioni critiche svolte, al fine di far sembrare l’ ospedale come tra i più efficiente di quello che fosse poi in realtà. Peccato che gli interventi considerati su carta “gravi”, in realtà non era altro che la soddisfazione di alcuni bisogni di vanità, di un gruppo di pazienti desiderose di cambiare la loro immagine estetica.

Questa indagine, condotta dalla Guardia di Finanza Irpina, è iniziata quasi 3 anni e mezzo fà e finalmente sono riusciti a definire almeno 6 arresti, tra cui medici, paramedici, specialisti e alcuni pazienti.

Si tratta di un evento non molto eclatante, in quanto purtroppo sono molte le truffe a scapito del Sistema Sanitario Nazionale, ma a far scalpore è una matrice d’ordine morale. Sono migliaia i pazienti a rischio di vita che attendono interventi importanti, credo che non si possa definire chi usurpa di questi soldi per scopi personali, o diventa davvero inimmaginabile se si considerano i fini estetici.

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