Amanda Knox: Murder on Trial in Italy, disponibile in dvd

Di solito dalla prima cinematografica o televisiva di un film alla vendita in dvd passa un po’ di tempo. Non è quello che è successo per il docudrama “Amanda Knox: Murder on Trial in Italy”  , documentario che racconta il delitto ai danni di Meredith Kercher avvenuto la notte del primo novembre 2007. La pellicola tv, trasmessa il 21 febbraio dall’emittente Lifetime, è già in vendita in lingua originale, per 19,95 dollari sul sito della stessa tv. Un fatto davvero incredibile, come incredibile è la scelta di realizzare un documentario sulla figura di Amanda Knox.

Ci hanno provato a bloccarlo gli avvocati di Amanda Knox (tra cui Carlo della Vedova),e quelli di Raffaele Sollecito (l’avvocato Giulia Bongiorno). Anche i genitori della studentessa inglese Meredith Kercher, del cui omicidio, avvenuto a Perugia nel 2007, è stata accusata la Knox insieme al suo fidanzato Sollecito e all’ivoriano Rudy Guede. Ma non ci sono riusciti. Il film, venduto in tutto il mondo per la distribuzione televisiva tranne che in Italia, dove per vederlo si dovrà attendere la risoluzione del caso, ha però subito prima della messa in onda dei tagli. Il canale statunitense ha deciso, prima di trasmettere la pellicola, di tagliare dal montaggio la controversa ricostruzione del delitto, che invece era stata al centro del trailer promozionale del film, già visto da milioni di persone su internet.

La pellicola è diretta dal regista austriaco Robert Dornhelm, “Amanda Knox” è interpretato dalla giovane Hayden Panettiere (della serie televisiva “Heroes”): a lei il delicato compito di ritrarre la studentessa americana Amanda, trasferitasi a Perugia tramite uno scambio studentesco, arrestata e condannata per l’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher.

Ma perchè raccontare questa storia? Perchè interessarsi ad un caso come quello di Perugia? E soprattutto perchè la protagonista di questo documentario è Amanda Knox,condannata a 26 anni di prigione, e ora in attesa del giudizio d’appello? Forse i registi non hanno più vena artistica,  e i verbali giudiziari sono delle ottime sceneggiature? A loro la risposta.

Gabriele Malerba

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