Carlo Conti in lacrime a L’Intervista racconta un doloroso aneddoto sulla sua infanzia difficile dopo la morte del padre


Nella puntata de L’intervista in onda il 18 ottobre 2018 su Canale 5, Carlo Conti sarà protagonista di un lungo racconto tra passato e presente insieme a Maurizio Costanzo. Tra i momenti più significativi di questa intervista, quello durante il quale Carlo Conti parlerà di come sia stato difficile per sua madre crescere un bambino di 18 mesi da sola, dopo la prematura  morte del suo papà per una brutta malattia. Una intervista molto commovente quella al conduttore di Rai 1 che racconterà anche molte cose di cui non ha mai parlato prima.

CARLO CONTI RACCONTA UN ANEDDOTO MOLTO DOLOROSO DEL SUO PASSATO A L’INTERVISTA ( PUNTATA IN ONDA IL 18 OTTOBRE 2018) 

Carlo Conti inizia così il suo racconto: “Il mio babbo è morto che io avevo 16 mesi […] sono cresciuto solo con la mamma che si è rimboccata le maniche partendo da zero, però non mi ha mai fatto sentire la mancanza del babbo […] è stata bravissima e mi ha tirato su dandomi una serie di valori, di principi importanti.”


Costanzo quindi racconta che quando Carlo aveva 9 mesi, il suo  papà Giuseppe si ammala, le cure costavano,  e la sua era una famiglia semplice. La mamma e i nonni di Carlo volevano però provare ogni cosa pur di salvare la vita del giovane papà e quindi hanno venduto tutto per poter pagare le cure: “Eh sì…c’erano le prime cure sperimentali, si provava tutto…c’è una frase che diceva sempre la mia mamma “quando poi mi erano rimasti solo gli occhi per piangere, i medici mi hanno detto che non c’era più niente da fare”.

Quando il papà di Carlo Conti muore, mamma si dà da fare e cerca di non far mancare nulla a casa iniziando a lavorare: “Si rimbocca le maniche e fa varie cose…ritira fuori un diploma e lavora in ospedale, andava a fare le pulizie, per farmi fare un po’ di vacanza l’estate…”

A questo punto dell’intervista Costanzo rivela un aneddoto molto forte sul passato di Conti: “ C’è una frase forte, non so se l’hai detto tu, “avrebbe potuto buttarsi – mamma – dalla finestra con me in braccio” chi l’ha fatto questo pensiero?”  e Carlo ha risposto: Sì lo raccontava lei…perché dopo il funerale, siamo nel ’62 ad agosto, rientri dal funerale e non hai più niente…i parenti spariscono… e lei si ritrova con questo bambino di 18 mesi…”.

Per fortuna la mamma di Carlo ha trovato la forza di crescere suo figlio e lo ha fatto con grande amore e oggi Conti è l’uomo che è anche grazie a lei.


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