Aldo Grasso stronca la serie su Corona: “trasformare un pregiudicato in un mitomane”
La stroncatura di Aldo Grasso alla docu serie Io sono notizia con Fabrizio Corona protagonista : inguardabile documentario
Ci vuole coraggio, secondo Aldo Grasso, a mandare in onda su Netflix una serie dedicata a Fabrizio Corona ( serie che sarebbe costata, secondo quanto trapelato, oltre 2 milioni di euro e avrebbe ricevuto anche i fondi della flax tax). Non si potrebbe neppure parlare di docu serie, secondo il critico televisivo ma di qualcosa che viene spacciato come tale e che in realtà è solo uno spot, anche brutto, che cerca di far passare Fabrizio Corona, che è un pregiudicato, in uno spregiudicato, che, a detta di Grasso, sarebbe un mitomane.
Aldo Grasso stronca la serie dedicata a Fabrizio Corona
E così mentre la serie di Fabrizio Corona spopola su Netflix, e ci racconta tanto anche della nostra Italia, da più parti, arrivano delle critiche a quello che il colosso dello streaming ha prodotto ( e siamo alla terza serie confezionata senza motivo, a Io sono notizia, aggiungiamo la seconda stagione di Unica e anche la serie dedicata ad Alberto Genovese).
“Ma i due autori non sono Maupassant, sembrano solo dei dilettanti maldestri che si fanno dettare il copione da Corona, e il loro tentativo di regalarci un nuovo «Bel Ami» scade nel ridicolo. Quando in scena non c’è Corona, che almeno sa recitare la parte del «bad boy», sa ostentare il suo cinismo, ci sono quelli che biografano e interpretano Corona a cominciare da Enrico Dal Buono (Google dice che insegna storytelling)” ha scritto oggi sul Corriere della sera Aldo Grasso.
Il critico del Corriere della sera non perdona: “Sono momenti esilaranti: uno sfondo di biblioteca, la poltrona da pensatore, l’aria di chi la sa lunga e poi fuochi d’artificio di banalità, di frasi fatte, di incapacità di chiamare le cose con il loro nome, specie se siamo di fronte a ricatti o estorsioni. E poi Lele Mora, vestito da guru in disarmo, Platinette, Nina Moric, un avvocato civilista, la madre, Gabriella Privitera“.
Parlando anche del finale della serie, durante il quale Corona si scalda perchè non vuole essere censurato ed è anche urtato dal fatto che non ha potuto dire quello che avrebbe voluto dire ( citando personaggi illustri) , Aldo Grasso ricorda che anche in una puntata del Costanzo Show durante la quale d’Agostino provò a muove delle obiezioni, il conduttore si irritò e non poco. “Io sto dalla parte di Corona, se ti sta bene ok, altrimenti te ne vai” disse Costanzo, che è poi un po’ il mantra di tutta la vita dell’imprenditore.
La chiosa di Aldo Grasso: “L’unica cosa che quel genio del nulla di Corona insegna è la fragilità del sistema mediale: da tempo, la «narrazione» iperbolica e le sparate ben orchestrate diventano più importanti della verificabilità dei fatti. Ok, non siamo qui per sp*ttanare la gente, esaltiamo i Corona, dedichiamo loro degli inguardabili documentari.“