Vanessa Scalera: “Non so se un figlio si ami più di un genitore”
Vanessa Scalera si sente figlia, sarà per sempre figlia. Ne parla su Vanity Fair, pensa che se avesse avuto figli forse sarebbe stato diverso
Vanessa Scalera torna al cinema nel ruolo di una madre ingombrante e tra le pagine di Vanity Fair racconta la sua storia, di figlia per sempre ma non di mamma. Vanessa Scalera non ha figli, forse è per questo che il sui legame con i genitori è così forte, fino a farle già immaginare che quando non ci saranno più per lei sarà uno strappo lacerante.
Prova ad immaginarlo ma non ha le risposte, a volte dice a se stessa che se avesse avuto un figlio quello strappo sarebbe meno potente: “perché avrei avuto qualcuno da amare più dei miei genitori. Ma non lo so”. Vanessa Scalera sa perfettamente cosa voglia dire amare un genitore ma non sa se un figlio si ami di più di un padre e di una madre i se è semplicemente un amore diverso.
Vanessa Scalera: “Sarò figlia finché morirò”
E’ entrando nella storia del film Il fuoco che ti porti dentro che Vanessa Scalera risponde alla domanda se i figli possono odiare un genitore ma soprattutto parlarne, dirlo.
“Se un padre o una madre hanno fatto dei disastri, bisogna anche poterselo dire. Odiare, però, credo sia più difficile. Non penso che Franchini odi sua madre. Angela è una donna che ha schiacciato i figli con la sua personalità. A un certo punto ti chiedi: ma una donna così ha fatto bene ad avere dei figli?” sono i protagonisti del film e il pensiero dell’attrice non è mai contro i genitori, anche se possono essere padri o madri devastanti.
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“Sì un genitore si può dire: è stato devastante. Ma anche: da quella devastazione ne sono uscito e ho imparato qualcosa. Mettere i genitori sotto una teca, secondo me, fa più danno”.
Non ha mai smesso di sentirsi figlia, ci pensa, non accadrà mai: “Per quanto mi riguarda, forse anche perché non sono madre, io mi sento ancora figlia. Anzi, io sono figlia. Penso che quando i miei genitori non ci saranno più, per me sarà uno strappo lacerante. A volte mi dico che, se avessi avuto un figlio, forse quello strappo sarebbe meno potente, perché avrei avuto qualcuno da amare più dei miei genitori. Ma non lo so”.
Ed è pensando a sua madre che la Scalera solo da adulta ha capito: “È una donna silenziosa, non si lamenta mai. Per mia madre esiste soltanto il “voi”. E siccome è sempre stata tutta per noi, ogni tanto dimentico che esiste anche lei” ed è in quei momenti che Vanessa compensa tutto facendo lei il genitore, ma la innervosisce perché non è abituata.
Da figlia fa una riflessione, pensa a sua madre, alle domande che non le ha mai fatto, ben più importanti del chiedere se è stanca. “Credo che tra genitori e figli, quelle vere, non si facciano quasi mai: ‘come stai davvero? Come sei stata in tutti questi anni?’. Io so che madre sei stata. Ma tu, come sei stata? Tu, come essere umano?”.