Yara Gambirasio, sono passati già tre mesi

Domani saranno tre mesi dalla scomparsa di Yara Gambirasio, la giovane ragazzina di 13 anni di cui non si hanno più notizie a Brembate Sopra, in provincia di Bergamo. Il pomeriggio del 26 novembre la piccola Yara era andata nella palestra dove da anni coltivava la sua più grande passione, la ginnastica artistica. Quel giorno non aveva allenamento, doveva lasciare uno stereo alle sue istruttrici e ritornare nella sua casa, distante meno di un km dalla palestra. Ma qualcosa sembra che sia andato storto. Yara non è mai arrivata a casa. L’unico indizio è che alle 18.45 circa il suo telefono aggancia la cella di Mapello, cittadina distante pochi km da Brembate, dopo di che di Yara non si saprà più nulla. Ricordiamo che pochi giorni dopo la scomparsa della 13enne fu arrestato un marocchino per via di una presunta intercettazione al cellulare in cui diceva: “Allah mi perdoni, ma non l’ho uccisa io”. Si scoprirà solo dopo qualche giorno che la traduzione dall’arabo all’italiano non era corretta, quindi il marocchino fu rilasciato perché innocente.

Ci sono pochissimi testimoni in questa vicenda: solo un ragazzo, vicino di casa di Yara che prima afferma alle telecamere di averla vista e poi smentisce tutto davanti agli inquirenti.

Attualmente continuano le ricerche per il ritrovamento del corpo della piccola, ma gli inquirenti non sanno quale strada seguire in quanto non vi sono indizi che permettano di farsi un’idea del destino di Yara. È stata uccisa? È stata sequestrata? E soprattutto, chi è che sa qualcosa e non parla? Yara sembra si sia volatilizzata nel nulla. Si aspettano indizi, testimoni che fino ad adesso sono rimasti nel buio magari per paura della loro incolumità, per dare una svolta nelle indagini.

Sara Moretti

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