Yara Gambirasio, nessun mostro alla porta

La scomparsa della piccola Yara Gambirasio, il ritrovamento del suo cadavere a distanza di tre mesi, le domande sul come è morta Yara e sul perché di questo atroce delitto e le ultime notizie, tutto questo ha generato, e continua a farlo, la paura per i più giovani, per i più indifesi.

Le parole del parroco di Brembate sono state forti, per alcuni il terrore è aumentato, altri hanno criticato. “Prima di immaginare che c’è un mostro alla porta, in un paese che ha dimostrato tanto affetto, ci penserei molto. Come penserei molto prima di dire ai giovani che al di fuori della porta c’è un mostro”. E’ il professore Raffaele Morelli a sottolineare, durante la trasmissione Matrix, l’errore fatto da Don Corinno: “Le difese del cervello sono come le difese immunitarie, se noi indeboliamo i ragazzi rischiamo che i ragazzi non siano capaci di affrontare… Ha sbagliato il parroco a parlare così e davanti ai bambini”.

Morelli ha poi aggiunto: “Purtroppo questi delitti succedono sempre vicino casa perché gli adolescenti non si allontanano da soli… Se è qualcuno che fa parte della comunità, qualcuno deve saperlo, lo deve sapere la famiglia o qualcun altro”.

A difesa del parroco, il caporedattore dell’Eco di Bergamo ha precisato: “Chi conosce Don Corinno sa che non ha la presunzione di sapere dove e chi sia l’omicida di Yara. il suo discorso è stato: stiamo attenti a pensar che il male è fuori di noi, un discorso che partiva dalla vicenda di Yara per andare oltre”.

S.L.

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