Stalking: la vittima è stata marchiata a fuoco

E’ ancora Roma il teatro dell’ennesimo caso di stalking. Dopo l’episodio che ha visto protagonista una donna che ha dovuto subire una doppia vittimizzazione da parte di due uomini, questa volta è toccato ad una ragazza di 33 anni, marchiata a fuoco dal suo compagno di 43. La vittima aveva intrapreso una relazione con il suo stalker, nel maggio del 2010 e solo nel febbraio di questo anno è definitivamente uscita da questo incubo. Dopo l’ennesimo litigio, l’uomo decide di ammanettarla e legarla sulla panca da body building, che aveva nella sua abitazione, per poi marchiarla con l’iniziale del suo nome.

Le indagini sono partite allorquando la donna, nel ricevere le cure ospedaliere per le ferite riportate e per le quali ha avuto una prognosi di 30 giorni circa, è stata avvicinata dalla polizia per il suo caso anomalo. Gli inquirenti prontamente si sono recati nell’abitazione dello stalker dove hanno scoperto sia la panca sulla quale la vittima era stata adagiata per procedere alla marchiatura, sia il pezzo di ferro e sia il video che l’uomo aveva deciso di fare quasi a voler lasciare una testimonianza del suo folle gesto per ricordarselo e farlo ricordare a chi di dovere.

 Oltre all’episodio che se non altro ha permesso alla donna di liberarsi per sempre da questa violenza pressante, la stessa ha raccontato di tutte le innumerevoli telefonate che quotidianamente doveva fare al proprio compagno per tranquillizzarlo circa gli spostamenti e le persone con cui la entrava in contatto durante l’arco della giornata. Tra le varie accuse anche quella di portare sfortuna al reo. Questi comportamenti rientrano tutti in quelli contemplati dagli studi in tema di stalking e soprattutto per quanto concerne l’analisi del profilo criminologico del molestatore, un soggetto incapace di elaborare adeguatamente il lutto che segue la perdita del proprio amore o, come nel caso odierno, un uomo in preda al suo delirio ossessivo di gelosia.

Giselda Cianciola

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