Ritrovato cadavere nell’Ofanto: è giallo

Ritrovato un cadavere nel fiume Ofanto – Un nuovo mistero nella cronaca nera d’Italia. Ieri è stato ritrovato un cadavere di un uomo, probabilmente di 35-40 anni, non ancora identificato e in avanzato stato di decomposizione, nel fiume Ofanto all’altezza del Ponte Zezza: appena 10 km dal centro abitato. Quello che fa sembrare il ritrovamento dell’uomo un giallo difficile da risolvere è il fatto che l’uomo aveva un masso legato in vita. Il cadavere è stato ritrovato in agro di Cerignola, sulla sponda dell’Ofanto più vicina alla città. Ad avvisare i carabinieri è stato un agricoltore della zona che ha notato il corpo, a faccia in giù, nei pressi di un canneto.

Quello che si sta cercando di capire in queste ore è se si tratta di un omicidio o di un suicidio. Ad indagare sono i Carabinieri della Compagnia ddi Cerignola. Coordina le indagini il Pm Antonio Laronga. Per ora, sembrerebbe che gli inquirenti siano più propensi a pensare che si tratti di un suicidio, ma resta da capire come mai il cadavere era legato a un masso di 15 kg.

Sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Bari i quali, dopo il recupero del corpo nelle acque alte tre metri hanno dovuto faticare per risalire l’argine con il cadavere imbragato in un contenitore. La vittima come dicevamo prima è un uomo sui 35-40 anni, di statura medio alta, di corporatura robusta e capelli rossi. L’uomo indossava pantaloni, maglietta e scarpe scure. Non sono stati ritrovati documenti per risalire alla sua identità. Un’altra ipotesi – tutta da verificare – è quella che l’uomo potrebbe esser stato tramortito da qualcuno che ha deciso di finirlo legandogli un masso al corpo, liberandosi del cadavere. Sarà l’autopsia a chiarire il tutto.


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