Roma Torpignattara: è ancora violenza

Si torna a parlare della sicurezza di Roma e, ancora una volta, si torna a parlare di un episodio di violenza accaduto a Torpignattara. Ci troviamo nella stessa zona di Roma in cui il 5 gennaio scorso furono uccisi Zhou Zheng e la sua bambina Joy, i due cinesi freddati da un solo colpo di pistola, dopo un disperato tentativo di rapina. Per fortuna ieri non ci sono stati morti, ma la violenza si è ripetuta. Vittime dell’episodio, questa volta, sono stati tre bengalesi che, all’alba di sabato sono stati fermati da un banda composta da due giovanissimi rumeni e da un ragazzo romano di 16 anni (arrestato poi ieri per tentato omicidio). I ragazzi volevano una sigaretta, ma uno dei Bengalesi si sarebbe rifiutato di dargliela. Il rifiuto si è tradotto in calci e pugni da parte dei giovani aggressori, che gli hanno portato via anche il portafogli.Successivamente gli stessi ragazzi avrebbero accoltellato, ferendone uno gravemente, due parenti bengalesi della vittima che si erano precipitati all’inseguimento dei rapinatori. Il sedicenne, autore dell’accoltellamento, in passato si sarebbe già reso responsabile di almeno un’altra aggressione simile.
Fatto sta che ieri pomeriggio a Torpignattara si è tenuto un raduno di protesta organizzato dalla Comunità bengalese di Roma: “Noi denunciamo la mancanza di sicurezza e di protezione”, recitava un comunicato dei cittadini del Bangladesh. È la stessa denuncia che hanno fatto, non molti giorni fa, gli appartenenti alla comunità cinese di Roma.Secondo le ultime notizie, i carabinieri della compagnia Casilina che indagano sul caso, sembrano esckudere l’ipotesi di una guerra tra etnie ma piuttosto ritengono che a Tor Pignattara esistano bande sciolte di bulli composti da ragazzi di tutte le nazionalità dedite ad aggressioni gratuite ai danni non solo di bengalesi. Si cercano nel frattempo i due romeni che erano con il ragazzo arrestato ieri.

 

 

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