La storia di Manuele Barbisan, suicida nel suo bar per colpa della crisi

Ancora una volta ci troviamo a raccontare di un suicidio, un suicidio legato alla crisi economica. E’ la storia di Manuele Barbisan, un ragazzo di soli 38 anni, che nella notte tra lunedì e martedì scorso ha deciso di mettere fine alla sua vita, per colpa della crisi economica. Manuel, anche se un ragazzo abbastanza giovane, erà titolare di un bar, del Café de La Corte, di Piazza San Vito, a Treviso. Ma i problemi economici lo hanno schiacciato fino al punto di voler dire addio a questo mondo. Si è ucciso nello stesso bar che non riusciva più a portare avanti. Oggi, dopo quattro giorni dalla sua morte, emerge una testimonianza di Alessia Bellon, candidata sindaco degli indipendentisti, che conferma la tesi del suicidio legato ai problemi economici. Il giovane, qualche tempo fa, le aveva confidato: «Se avessi saputo che avrebbero aumentato le tasse sul plateatico non avrei mai acquistato il bar, invece mi hanno fregato». La Bellon ha raccontato che Manuele era arrabbiato per le condizioni delle attività commerciali del centro cittadino: «Ci ha detto che i costi continuavano ad aumentare. A partire dalle tasse sul plateatico, che per lui era fondamentale visto che il bar non è troppo grande. Tanto che per evitare di pagare troppo d’inverno lo smontava e d’estate lo rimontava, era arrabbiato e ha confessato a tutti noi che se le cose fossero andate avanti così non sarebbero state più sostenibili. Quando ho visto quello che ha fatto mi si è gelato il cuore». Manuele, prima di togliersi la vita, ha spiegato il motivo del suo gesto in dei biglietti, lasciati sui tavoli del bar: “Dopo otto anni ho trovato la mia libertà”, aveva scritto. E sicuramente adesso è davvero libero da tutti i problemi economici che lo angosciavano da tempo.

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