Francesco Belsito arrestato per truffa e associazione a delinquere

È stato arrestato questa mattina a Genova dalla Guardia di Finanza di Milano, Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega. Contro di lui le accuse di associazione a delinquere e truffa aggravata nell’ambito degli sviluppi dell’inchiesta sull’utilizzo di fondi nazionali della Lega Nord, diretta dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai sostituti Paolo Filippini e Roberto Pellicano. Belsito è stato fermato nella sua abitazione genovese all’alba di mercoledì, per essere poi immediatamente trasferito nel carcere milanese di San Vittore. L’avvocato Alessandro Vaccaro, legale di Francesco Belsito, riferisce che «da quanto si può sapere al momento, l’arresto non è relativo alla questione delle spese del partito, ma riguarda società e movimentazioni di denaro».

Il difensore dell’esponente del «Carroccio» sottolinea come il provvedimento sia connesso al suo ruolo passato di tesoriere, ma ha tenuto a chiarire che si dovrà leggere attentamente l’ordinanza di custodia cautelare. L’avvocato incalza: «Desta meraviglia l’arresto in questo momento, a un anno di distanza dall’interrogatorio dello scorso aprile e anche perché Belsito non ha più alcuna carica». Arrestati anche il procacciatore d’affari Romolo Girardelli e Stefano Bonet, l’uomo incaricato di curare gli investimenti del Carroccio in Tanzania. Ricercato, invece, ancora un’altra persona che, forse si trova all’estero.

In merito all’inchiesta in atto, fu indagato anche Umberto Bossi. L’ex leader della Lega è accusato di truffa ai danni dello Stato in concorso con Francesco Belsito, in merito ai rimborsi elettorali dichiarati nel luglio del 2011. La somma contestata, e che il partito avrebbe incassato, è di 19 milioni di euro e, secondo la Procura, fu presentato un rendiconto infedele nell’agosto 2011 al fine di ottenere rimborsi elettorali relativi al 2010. In seguito alla sua iscrizione nel registro degli indagati il Senatur presentò le dimissioni da segretario della Lega. Nelle indagini sono coinvolti anche i figli di Bossi, Renzo e Riccardo con l’accusa di appropriazione indebita.

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