Governo Renzi, ecco i sedici ministri

Il premier incaricato Matteo Renzi ha presentato ieri la propria squadra di ministri. Sedici i nomi, dei quali la metà donne. Non sono mancate le polemiche riguardo alla messa da parte, a quanto pare all’ultimo momento, di Nicola Gratteri, il magistrato che pareva dovesse essere il nuovo Guardasigilli. A lui Renzi ha preferito Andrea Orlando, che dall’Ambiente passa alla Giustizia. C’è chi parla di finta rottamazione, chi invoca il gattopardo e chi ritiene che anche questa volta ci sia stata l’influenza del presidente Giorgio Napolitano.
Di seguito, i profili dei neoministri del primo governo Renzi.

Interni – Angelino Alfano Il leader del Nuovo Centrodestra – partito fondamentale per il Partito Democratico in ottica fiducia alle Camere – è stato confermato al Viminale. Di natali siciliani, entra in politica nel 1996 da deputato dell’Ars (Assemblea regionale siciliana. La sua carriera politica è stata legata a doppio filo a quella di Silvio Berlusconi, del quale ha seguito la scia fino a diventare segretario del Popolo della Libertà e sopratutto delfino dell’ex senatore, ora decaduto perché condannato in via definitiva per evasione fiscale. Esordisce in politica nel 1996, quando a soli 26 anni viene eletto deputato dell’Assemblea regionale siciliana con 8.975 preferenze. Le strade di Alfano e Berlusconi si sono – sulla carta – separate quando il leader di Forza Italia si è sfilato dal governo Letta. In seguito a questa decisione, Alfano fonda il Nuovo Centrodestra di cui diventa leader. Nel suo passato anche il ruolo di ministro della Giustizia nel governo Berlusconi.

EsteriFederica Mogherini Il primo importante cambio di guardia del governo Renzi avviene alla Farnesina. Emma Bonino cede il ministero a Federica Mogherini. Quarantun’anni, è il ministro degli Esteri più giovane nella storia della Repubblica italiana. È stata responsabile Esteri e Europa della segreteria del Partito Democratico.

Economia – Pier Carlo Padoan Il nuovo ministro dell’Economia sarà l’economista Pier Carlo Padoan. Padoan succede a Saccomanni. Prima di diventare ministro, è stato presidente dell’Istat. Nel suo passato anche il ruolo di vicesegretario generale e capo economista dell’Ocse nonché quello di consulente presso la Banca Mondiale, la Bce e la Commissione europea.

Giustizia – Andrea Orlando cAndrea Orlando passa dal ministero dell’Ambiente a quello ben più quotato della Giustizia. Tra i fondatori del Partito Democratico, in passato è stato membro delle commissioni Bilancio, Politiche dell’Unione Europea, Giustizia e della Commissione parlamentare Antimafia.

LavoroGiuliano Poletti Tra coloro che avranno maggiormente l’attenzione dei media addosso, c’è sicuramente Giuliano Poletti, nuovo ministro del Lavoro. Poletti avrà il compito di lavorare a quelle riforme su cui Renzi punta molto per dimostrare il carattere di discontinuità di questo governo con quelli del passato. In passato è stato assessore alle attività produttive e di consigliere provinciale a Bologna., presidente dell’Esave (Studi e promozione della viticoltura e dell’enologia per l’Emilia Romagna), presidente nazionale della Legacoop e attualmente è presidente dell’Alleanza delle Cooperative, il coordinamento unitario nazionale costituito da Agci, Confcooperative e Legacoop.

Difesa – Roberta Pinotti Roberta Pinotti prima di iniziare vanta già un record. Sarà il primo ministro della Difesa donna della storia d’Italia. Senatrice del Partito Democratico si è sempre occupata di questioni militari. È stata presidente della Commissione Difesa della Camera.

Salute – Beatrice Lorenzin Beatrice Lorenzin è confermata al ruolo di ministro della Salute, già ricoperto durante il governo Letta. In quota Nuovo Centrodestra (Ncd), tra i suoi compiti principali ci sarà certamente quello di fare luce sulla controversia sviluppatasi attorno al tanto discusso protocollo di cura Stamina, promosso da Davide Vannoni.

Ambiente Gian Luca Galletti  In quota Udc, Galletti prende il posto di Orlando passato alla Giustizia. In passato è stato sottosegretario al ministero dell’Istruzione, durante il governo Letta. l nuovo ministro dell’Ambiente, dopo aver ricoperto l’incarico di Sottosegretario al ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca con il ministro Maria Chiara Carrozza nel Governo Letta.

Politiche agricole – Maurizio Martina Martina diventa ministro delle Politiche Agricole, dopo essere già stato sottosegretario all’Agricoltura nel precedente governo Letta. Il ministero che va a guidare è quello che nella scorsa legislatura è salito alla ribalta per le dimissioni di Nunzia De Girolamo, in seguito agli scandali legati all’Asl di Benevento. Martina è stato anche consigliere della Regione Lombardia.

IstruzioneStefania Giannini A raccogliere le eredità di Maria Chiara Carrozza, sarà un’altra donna, Stefania Giannini. In quota Scelta Civica egretario di Scelta Civica, il nuovo ministro dell’Istruzione nel governo Renzi. Prende il posto di Maria Chiara Carrozza. Giannini è stata pochi mesi fa nominata segretario di Scelta Civica, dopo le dimissioni formalizzate dall’ex primo ministro Mario Monti.

Cultura -Dario Franceschini Tra le nomine più discusse vi è quella di Dario Franceschini a ministro della Cultura. Franceschini, è stato ministro per i Rapporti con il Parlamento nel passato governo Letta. La sua carriera politica parte dalla Democrazia Cristiana, fino a confluire nel centrosinistra. Entra in scena con il governo D’Alema, dove ricopre la carica di sottosegretario, ma è presente anche nelle esperienze del Partito Democratico targato Veltroni, a cui succedette per un breve periodo nel ruolo di segretario, prima di essere sconfitto alle Primaerie da Pierluigi Bersani.

Pubblica amministrazione – Marianna Madia Laureata in Scienze Politiche, Marianna Madia sarà il nuovo ministro della Pubblica amministrazione. È stata eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 2008, oggi fa parte dello zoccolo duro della corrente renziana del Pd, in cui ricopre il ruolo di responsabile lavoro del partito.

Riforme e Rapporti col Parlamento – Maria Elena Boschi Laureata in giurisprudenza, Maria Elena Boschi è avvocatessa in diritto societario. È stato membro del cda di Publiacqua, società che gestisce le risorse idriche in parte della Toscana. Con l’elezione di Renzi a segretario del Pd, è stato nominata responsabile per le Riforme del partito.

Infrastrutture e trasporti – Maurizio Lupi Maurizio Lupi è stato confermato ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. In quota Nuovo Centrodestra, Lupi è laureato in scienze politiche pressso l’Università Cattolica di Milano ed è membro di Comunione e Liberazione. Anche lui, come Alfano, è stato esponente di Forza Italia prima e Popolo delle Libertà dopo, prima di confluire in Ncd.

Sviluppo – Federica Guidi Laureata in Giurisprudenza, Federica Guidi è il nuovo ministro per lo Sviluppo economico.  Nel 1996 entra nell’azienda di famiglia, la Ducati Energia, nata dalla separazione nel 1926 dalla Ducati Meccanica, di cui oggi è vicepresidente, che è nata dall’unione di Ducati Elettrotecnica con la divisione generatori di Zanussi Elettromeccanica. Dal 2002 al 2005, è stata Presidente regionale dei Giovani imprenditori dell’Emilia-Romagna e Vicepresidente degli imprenditori della regione, poi nel 2008 subentra a Matteo Colaninno a presidente nazionale dei Giovani di Confindustria. Suo padre è Guidalberto, per dieci anni è stato uno storico vice in Confindustria.

Affari regionali – Maria Carmela Lanzetta  Sindaco simbolo della lotta alla ‘ndrangheta, Maria Carmela Lanzetta è un esponente della minoranza del Pd vicina a Pippo Civati. Diventa ministro degli Affari regionali e attorno alla sua nomina è nata una piccola polemica, non per il merito della scelta ma per le modalità: Civati ha dichiarato di essere venuto a conoscenza della decisione soltanto al momento della presentazione ufficiale. Nessuno – né Renzi, né Lanzetta – lo avevano reso partecipe dell’idea.

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