Lampedusa naufragio immigrati, sono centinaia i morti

 Sconvolgente il naufragio di cui sono state vittime gli immigrati mentre con un barcone cercavano di raggiungere Lampedusa. Ormai nessuno di noi può fare finta di nulla; in primis, naturalmente, tocca alle autorità preposte intervenire, ma credo che ciò che sta succedendo in questi giorni meriti una riflessione da parte di tutti. In aggiunta alle circa 20.000 persone che sono sbarcate sulle coste italiane da gennaio 2011, il flusso che si è intensificato, come si sa, nell’ultimo mese, ora comincia a preoccupare anche la macabra contabilità del numero di nordafricani che non ce l’hanno fatta. Alcuni sono stati ritrovati in mare, molti altri sono dispersi, ma è ragionevole pensare che siano almeno duecento quelli che sono morti ,soltanto la notte scorsa, a causa del ribaltamento di un barcone di 13 metri sul quale viaggiavano.

Una vera ecatombe che, in qualunque modo la si pensi, non può, lasciare indifferenti. C’è da capire, tra le tante cose, come sia possibile che i Governi , per quanto provvisori, dei Paesi da cui provengono gli immigrati, possano permettere che dei loro cittadini facciano quella fine. Non dovrebbe essere solo il nostro ministro Maroni a preoccuparsene: lui è incaricato di proteggere i nostri confini, ma non è che si possa pretendere che l’italia protegga le vite di tutti questi esseri umani fin dalla loro partenza. Non è solo interesse nostro trovare degli accordi per impedire a questa gente di partire: dovrebbe essere, in primis, il Governo tunisino , in mancanza, ed in attesa, di accordi con l’Italia, a cercare ugualmente di pattugliare le coste e di fare opera di persuasoine, con ogni mezzo, affinchè i ragazzi non partano. Dopotutto si tratta in maggioranza di loro cittadini.

Francesco Ongaro

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