Sciopero Taxi 7 giugno, e iniziano già le proteste

Iniziano già da oggi le proteste della categoria taxisti, con sit in e volantinaggi nella Capitale. Per domattina a partire dalle 8, al via il temuto sciopero dei «tassinari» che rompe una tregua di oltre 3 anni.

Da quando Alemanno è diventato sindaco, è la prima volta che i taxi paralizzano il centro, ricordando le proteste anti-Veltroni del 2007 contro il rilascio di nuove licenze. La categoria, che sino al 2008 ha appoggiato compatta il centrodestra, oggi è amareggiata per il mancato adeguamento delle tariffe, ma anche per l’obbligo della ricevuta automatica previsto dal regolamento che il Comune voterà a luglio.

E così, le categorie di sindacati Ugl, Federtaxi, Ati, Cgil, Cisl e Mit si asterranno dal servizio domani e poi il 19 e il 27 giugno, con il rischio che quest’ultimo sciopero si «dilati» a oltranza (come annunciato da Nicola Di Giacobbe dell’Unica Cgil), il tutto accadrà se nel frattempo non avranno avuto risposte positive dal Governo.

Il Campidoglio mostra già qualche preoccupazione verso questo sciopero che mina la stabilità del trasporto romano, e anche se la categoria è divisa (le 10 sigle guidate da Loreno Bittarelli del «3570» non aderiscono), al concentramento di domani che parte dal Circo Massimo e in un carosello arriva sino alla Bocca della Verità sono attese comunque centinaia di taxi, che provocheranno il caos in centro e zone limitrofe. I “tassinari” indosseranno tutti una fascia tricolore, una «provocazione» indirizzata a Gianni Alemanno, che in campagna elettorale dichiarò di essere pronto a infilarsi la fascia e a protestare con i tassisti per chiedere al ministro dei Trasporti una normativa che li difendesse dalla «concorrenza sleale» degli Ncc.

Claudio Gianandrea, di Federtaxi prevede che sarà una manifestazione serena e fortemente motivata, perché, in questi anni, troppe sono state le promesse non mantenute, come ad esempio: dalle tariffe bloccate bocciato a febbraio dal Tar, al mancato allestimento delle colonnine, al mancato contrasto agli abusivi, contrarietà all’obbligo di visite mediche annuali e scontrino automatico, «no» all’apertura delle corsie preferenziali alle moto, contrasto agli Ncc con licenza di fuori Roma, richiesta di incentivi «certi» (e non fondati su «ipotetiche dichiarazioni»), di un numero unico di chiamata (lo «060609») sino a problemi pratici che sembrano minori, come la mancanza di bagni pubblici. L’assessore Antonello Aurigemma ieri ha ribadito il suo appello: “Va garantito il diritto di sciopero ma anche di chi vuole lavorare. Tutto dovrà svolgersi nel rispetto delle regole e nel luogo autorizzato”.

Quindi, domani 7 giugno, a Roma, sette sindacati dei taxi (tranne le 10 sigle guidate da Loreno Bittarelli del «3570» che non aderiscono) faranno sciopero dalle 8 alle 22.

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