Allarme salmonella nei pomodori freschi in Puglia: oltre 50 casi, sotto la lente i prodotti arrivati dalla Sicilia
Allarme salmonella in Puglia: si cerca di individuare i lotti di pomodori che arriverebbero dalla Sicilia
Cresce l’attenzione in Puglia per i casi di salmonella associati al consumo di pomodori freschi, in particolare pomodoro ciliegino consumato crudo. Dopo l’aumento delle infezioni registrato nelle ultime settimane, la Regione ha adottato una misura precauzionale chiedendo la sospensione temporanea della somministrazione di pomodori freschi crudi nelle mense scolastiche, negli asili, negli ospedali, nelle strutture socio-assistenziali, nelle case di cura e, più in generale, nella ristorazione collettiva destinata alle categorie più fragili.
La decisione arriva dopo la riunione della Task Force nazionale del 30 settembre, convocata per fare il punto sui focolai segnalati non soltanto in Puglia, ma anche in Lombardia, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. Le indagini epidemiologiche hanno infatti evidenziato una possibile correlazione tra le infezioni e il consumo di pomodori freschi.
Più di 50 casi in Puglia: le indagini portano ai pomodori e pomodorini siciliani
Secondo le informazioni emerse nelle ultime ore, in Puglia sarebbero più di 50 i contagi complessivamente riconducibili ai focolai sotto osservazione. Repubblica riferisce di 37 casi già accertati, ai quali se ne aggiungerebbero circa una ventina collegati al focolaio verificatosi a Turi dopo una convention aziendale. Un altro episodio ha interessato un asilo nido comunale di Brindisi, con 14 casi accertati tra bambini molto piccoli ed educatori.
Le indagini sulla filiera avrebbero condotto ai pomodori, o meglio pomodorini provenienti da coltivazioni siciliane e sarebbero stati individuati due ceppi di Salmonella. Uno dei collegamenti emersi porterebbe alla zona di Vittoria, nel Ragusano, mentre tra le ipotesi al vaglio degli investigatori sanitari c’è anche una contaminazione ambientale legata all’acqua. Le verifiche proseguono per ricostruire con precisione tutti i passaggi della filiera e stabilire l’origine dei diversi focolai.
Pomodori ciliegino richiamati: attenzione al lotto 210
C’è poi un elemento molto concreto per il pericolo che arriva dalla consumazione di questi pomodori. Il 24 settembre 2026 era stato segnalato il richiamo di un lotto di pomodoro ciliegino a marchio G&V Ortaggi, azienda con sede a Gela, in provincia di Caltanissetta. Il provvedimento riguarda il lotto numero 210, commercializzato in colli da circa 6,5 chilogrammi, per il quale le analisi avevano rilevato la presenza di Salmonella spp..
Anche la comunicazione relativa all’emergenza pugliese riferisce che le analisi hanno individuato una contaminazione in un lotto di pomodori proveniente dalla provincia di Caltanissetta. Questo, però, non significa che tutti i pomodori siciliani o tutti i pomodori presenti attualmente nei negozi siano contaminati: il richiamo riguarda una partita specifica, mentre le autorità sanitarie stanno effettuando ulteriori accertamenti sulla filiera.
Pomodori: stop precauzionale nelle mense, cosa devono sapere i consumatori
La disposizione adottata in Puglia ha dunque carattere cautelativo. Nelle mense interessate i pomodori freschi crudi dovranno essere temporaneamente sostituiti con ortaggi o vegetali cotti, in attesa di nuove indicazioni delle autorità sanitarie. Al momento non risulta invece un divieto generalizzato rivolto alle famiglie di acquistare o consumare pomodori freschi. L’attenzione deve essere rivolta soprattutto all’eventuale presenza in casa del lotto oggetto del richiamo, che non deve essere consumato.
Intanto le autorità stanno procedendo con la tracciabilità della filiera dei pomodori secondo l’approccio “from farm to fork”, proprio per individuare origine, distribuzione e possibili ulteriori partite coinvolte. Una precauzione particolarmente importante perché la salmonellosi può provocare disturbi gastrointestinali e può rappresentare un rischio maggiore per bambini piccoli, anziani e persone fragili.