Francesco Dolci in caserma: gli inquirenti vicini alla verità?
Francesco Dolci sarebbe in caserma mentre il cerchio si stringe: potrebbe arrivare la svolta sul caso Pamela Genini
Francesco Dolci oggi di nuovo dai Carabinieri. Potrebbe esserci una svolta nelle indagini sulla profanazione della salma di Pamela Genini, la 29enne di Strozza alla quale è stata tagliata e sottratta la testa dal feretro custodito nel cimitero del paese. Nella tarda mattinata di oggi, 6 maggio, Francesco Dolci, impresario edile 41enne di Sant’Omobono, è arrivato nei pressi del comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, in via delle Valli, dove è stato raggiunto da alcuni militari del Nucleo investigativo impegnati nel caso.
Dopo una breve sosta nell’area di servizio adiacente, dove avrebbe acquistato delle sigarette, l’uomo si è diretto all’interno del comando accompagnato dai carabinieri. Poco dopo è arrivata anche la sua legale, l’avvocata Eleonora Prandi. Al momento non sono stati resi noti i motivi della convocazione né il contenuto dell’incontro, ma la presenza dell’avvocata lascia intuire un possibile cambio di passo nell’inchiesta. Francesco Dolci, comunque, allo stato attuale non risulta indagato.
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Francesco Dolci in caserma: le ultime notizie
Nelle ultime settimane il nome del 41enne era emerso più volte nell’ambito delle indagini, soprattutto per una serie di fotografie scattate al loculo di Pamela Genini. Gli investigatori stanno infatti analizzando con attenzione gli otto scatti realizzati tra il 7 novembre e il 23 marzo, giorno in cui venne scoperta la profanazione della salma. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Francesco Dolci, quelle immagini sarebbero state scattate per documentare alcune anomalie, tra cui viti manomesse e le condizioni trascurate della lapide provvisoria.
L’uomo aveva raccontato di essere passato al cimitero nel tardo pomeriggio del 23 marzo, dopo essere uscito dalla caserma di Villa d’Almè, senza sapere che proprio quel giorno fosse stata scoperta l’orribile mutilazione del corpo. La notizia, infatti, sarebbe trapelata soltanto alcuni giorni più tardi.
A catturare l’attenzione degli investigatori, però, non sarebbero soltanto le presunte manomissioni segnalate da Francesco Dolci. Nelle fotografie compare infatti una traccia sospetta nell’angolo in basso a destra del loculo, che potrebbe corrispondere al mastice utilizzato dal responsabile per richiudere la parete in pietra dopo aver aperto il sepolcro.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il profanatore avrebbe svitato la lastra di plastica provvisoria, rimosso la schiuma espansa che sigillava la lastra di cemento, estratto la bara e aperto il coperchio intervenendo sulla parte in zinco all’altezza della testa. Dopo aver asportato il capo con un taglio netto alla base del collo, avrebbe richiuso tutto utilizzando silicone, cemento e mastice, nel tentativo di non lasciare tracce evidenti. Un dettaglio inquietante che potrebbe ora rivelarsi decisivo per dare una direzione definitiva alle indagini.
Francesco Dolci in questi giorni ha continuato ad andare in tv per ribadire la sua innocenza, dicendo di non avere nulla a che fare con quello che è successo. Nella puntata di ieri di Dentro la notizia, l’ex di Pamela Genini avrebbe detto che se fosse stato ossessionato e se avesse voluto portare via la testa di Pamela, non lo avrebbe fatto usando un laser o qualcosa che comunque lascia delle scintille per tagliare la lastra di zinco.