Garofano si difende: “provano a demolire il RIS, Stasi è il solo colpevole”
Una lunga intervista al Corriere della sera per il generale Garofano che ribadisce i suoi convincimenti: stanno cercando di demolire il RIS
E’ tornato a parlare il generale Garofano e lo ha fatto in una intervista sul Corriere della sera. In tv, sui giornali, sui siti web, sui social, non si parla d’altro. Non solo del delitto di Garlasco ma anche di quello che sarebbe successo nel 2007. E’ possibile che ci sia stato un errore di valutazione, troppa superficialità che hanno portato a pensare che Alberto Stasi fosse l’assassino di Chiara Poggi? Quel famoso sangue sui pedali, o dna sui pedali: c’era o non c’era? E’ questo il grande enigma che la procura di Pavia sta cercando di risolvere, riascoltando anche, quasi 20 anni dopo i fatti, tutti i protagonisti.
E tra questi c’è proprio il Generale Garofano che ha già chiarito la sua posizione e lo ribadisce anche al Corriere della sera: « È ormai chiaro che qualcuno sta provando a demolire il Ris e 50 anni del mio lavoro. Sto subendo un attacco mediatico senza precedenti, ma non consentirò a nessuno di distruggere me e il Ris».
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Garofano al Corriere della sera torna a parlare del delitto di Garlasco
Sui famosi dati delle analisi fatte nei giorni successivi al test che avrebeb dato riscontro di dna di Chiara Poggi sui pedali della bici di Stasi, consegnati solo nel 2025, Garofano spiega: « se qualcuno voleva nascondere qualcosa ora non li avrebbe messi a disposizione. E poi i dati grezzi normalmente non fanno parte degli allegati che confluiscono negli atti dell’indagine, ma vengono forniti su richiesta».
«Se con questo si vuole dire che abbiamo nascosto dati favorevoli a Stasi è un’altra deduzione forzata. Io sono stato ascoltato dai pm e non sapevo neanche quali fossero i motivi della convocazione, ma su un punto voglio essere chiaro. Se ci fossero stati dati che inficiavano l’accertamento che sui pedali della bici di Stasi c’era il Dna di Chiara lo avremmo sicuramente comunicato. Ma qualunque analisi successiva non cancella la presenza di Dna di Chiara sui pedali ed è stato confermato anche dai consulenti della Procura» ha detto Garofano al Corriere della sera ricordando che comunque, il primo test, diede esito positivo.
Quello che all’epoca era il vice di Garofano, Pizzamiglio, sentito oggi da chi indaga, racconta che Garofano era in vacanza nei giorni del delitto di Garlasco. Arrivò solo dopo in Italia e poi a Garlasco appunto e secondo le sue parole, fece un sopralluogo sulla scena del crimine non autorizzato dal PM. Accuse che Garofano rispedisce al mittente e sul fatto di “cercare il lato mediatico” , spiega che voleva far conoscere il RIS non la sua singola figura.
Garofano parla ancora di strumentalizzazioni che potranno solo graffiare il RIS ma non ha dubbi che sarà dimostrato che queste accuse sono infondate. Al momento il generale Garofano non è indagato e non pensa che la procura indagherà su di lui.
Il giornalista del Corriere della sera Sciacca, chiede a Garofano se sia stato appropriato assumere il ruolo di consulente di Andrea Sempio. Il generale risponde dicendo che non trova scorretta questa sua scelta: « Mi ero già congedato, quindi non ero più coinvolto come polizia giudiziaria. E poi è stata una scelta precisa. Visto che l’inchiesta partiva dal Dna sulle unghie di Chiara e io sono certo che quel Dna non sia attribuibile a Sempio mi sono sentito di intervenire, perché non potevo consentire che si stravolgesse un risultato scientifico certo».
L’intervista sul Corriere della sera si conclude con un’altra risposta di Garofano che ribadisce il suo convincimento: non ci sono dubbi che il colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi sia Alberto Stasi. Continuerà a esporsi Garofano, per amore dell’arma, per amore del Ris e per dimostrare che questa è solo una compagna diffamatoria.