La famiglia di Chiara Poggi: “non saremo parte civile, non chiederemo soldi a un innocente”
La famiglia di Chiara Poggi non cambia idea: il colpevole è Stasi. Le nuove dichiarazioni anche su un possibile processo con Sempio imputato
Nuovo passaggio importante nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. La famiglia di Chiara Poggi ha deciso che non si costituirà parte civile nei confronti di Andrea Sempio nell’udienza preliminare che potrebbe aprirsi dopo la richiesta di rinvio a giudizio annunciata dalla Procura di Pavia. A chiarire la posizione dei Poggi è stato l’avvocato Francesco Compagna, che insieme a Gian Luigi Tizzoni assiste i genitori e il fratello di Chiara: “Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti“.
Una scelta che ribadisce dunque la linea mantenuta dalla famiglia mentre la nuova indagine sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 procede verso una possibile fase processuale. Dichiarazioni che arrivano tra l’altro in una giornata in cui sono uscite delle intercettazioni molto forti di Daniela Ferrari, la madre di Sempio. “Maledetta Chiara” ha detto la madre dell’amico di Marco Poggi, parole che però non hanno fatto cambiare la posizione dei Poggi.
>>> Le intercettazioni della madre di Sempio e le dure parole sui Poggi
I Poggi e l’eventuale revisione del processo ad Alberto Stasi
Diversa sarebbe invece la posizione della famiglia qualora la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, presentasse un’istanza di revisione del processo. In quel caso i legali dei Poggi hanno fatto sapere che sarebbero presenti nel relativo giudizio. Il punto di riferimento della famiglia continua infatti a essere la verità giudiziaria stabilita dalle sentenze definitive. Lo stesso Tizzoni, parlando davanti al Tribunale di Pavia, ha ribadito: “Se mi chiedete a quale verità credo, io credo a quella accertata giudiziariamente con sentenze raggiunte dopo una decina d’anni di processo che hanno retto già due passaggi in Cassazione”.
Garlasco, Tizzoni: “La famiglia Poggi è obiettivamente sconcertata”
A pesare sul clima di queste settimane sono però anche le vicende che riguardano alcuni degli investigatori coinvolti, a vario titolo, negli accertamenti sul caso. Tizzoni non ha nascosto lo stato d’animo dei familiari di Chiara: “La famiglia Poggi è obiettivamente sconcertata. Abbiamo avuto un carabiniere condannato in primo grado per falsa testimonianza. Mi pare di capire che ci sono carabinieri, almeno uno ufficialmente indagato, che è il colonnello Cassese. Mi pare di capire che si metta in dubbio l’operato del Ris.”
E ancora: “ Mettetevi nei panni di questa famiglia che ha sempre avuto rispetto per l’Arma. Se si dice che Marchetto ha sbagliato, e infatti è stato condannato per falsa testimonianza, Cassese forse sta sbagliando, i Ris forse stanno sbagliando, obiettivamente la fiducia, e credo che sia umano, un po’ viene meno”. Parole che raccontano le perplessità della famiglia davanti ai nuovi sviluppi di un caso giudiziario che, a quasi vent’anni dall’omicidio, continua ad aprire nuovi fronti.
La speranza della famiglia Poggi: non scoprire nuovi errori tra qualche anno
Il timore espresso dall’avvocato è che soltanto in futuro possa emergere una valutazione diversa sul lavoro investigativo che viene svolto oggi. Per questo Tizzoni ha concluso con una frase particolarmente significativa: “La speranza è di non dover valutare, fra cinque anni, se anche i carabinieri di oggi abbiano commesso errori”.
Nel frattempo la posizione processuale resta definita: per l’omicidio di Chiara Poggi è Alberto Stasi a essere stato condannato in via definitiva, mentre Andrea Sempio è coinvolto nella nuova indagine e deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva. La scelta dei Poggi di non costituirsi parte civile nei suoi confronti assume quindi un significato preciso, mentre si attende il prossimo passo della Procura di Pavia.