La morte di Noemi Impellizzeri: adesso si parla di debiti, la madre però smentisce

Un testimone racconta di un debito che Noemi Impellizzeri avrebbe avuto: aveva chiesto anche a lui dei soldi, ma secondo la madre non è vero

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Il giallo sulla morte di Noemi Impellizzeri potrebbe essere arrivato a un passaggio importante. La 33enne venne trovata senza vita il 23 agosto nella sua abitazione di Riposto, nel Catanese, con una corda al collo, mentre parte della casa era stata interessata da un incendio. Quella che inizialmente poteva apparire come una morte volontaria è diventata oggetto di un’inchiesta per omicidio: l’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori è che Noemi possa essere stata uccisa e che qualcuno possa avere successivamente alterato la scena per far pensare a un suicidio. L’unico indagato è Tony Proietto, che ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella morte della donna.

Morte Noemi Impellizzeri: le tracce di sangue trovate con il luminol

A rendere ancora più complesso il quadro sulla morte di Noemi Impellizzeri, sono gli ultimi accertamenti scientifici effettuati nell’abitazione. Secondo quanto riportato da La Sicilia, l’utilizzo del luminol avrebbe permesso di individuare piccole tracce di sangue sulle pareti della cucina, proprio l’ambiente nel quale venne trovato il corpo di Noemi, e in altri punti della casa. Saranno adesso gli esami di laboratorio a stabilire a chi appartenga quel sangue e quale significato possa avere nella ricostruzione degli ultimi momenti di vita della 33enne.

Parallelamente proseguono gli approfondimenti medico-legali: per il 6 ottobre è previsto un nuovo esame collegato all’autopsia, mentre sono attesi anche gli accertamenti sul materiale informatico sequestrato. Nei giorni scorsi erano inoltre emerse indiscrezioni relative a lesioni alla gola e a una frattura del naso, elementi sui quali esistono tuttavia valutazioni differenti tra i consulenti e che dovranno essere definitivamente chiariti dagli accertamenti medico-legali.

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La morte di Noemi Impellizzeri: il possibile movente economico e quei 500 euro chiesti in prestito

Ed è proprio nelle ultime ore che emerge un elemento nuovo, capace di aprire un ulteriore scenario. Secondo La Sicilia, un testimone avrebbe raccontato che Noemi Impellizzeri, appena tre giorni prima di morire, gli avrebbe chiesto un prestito di 500 euro. Un dettaglio che porta adesso a interrogarsi anche sui rapporti economici della donna e sulla possibilità che dietro quanto accaduto possa esserci una questione legata al denaro. Il testimone in questione ha parlato anche ai microfoni di Vita in diretta, pur non mostrandosi in volto.

Al momento non risulta però accertato un collegamento diretto tra quella richiesta e la morte: parlare di un movente economico significa quindi riferirsi a una pista che dovrà essere verificata dagli investigatori. Resta da capire perché Noemi avesse bisogno di quella somma, a cosa dovesse servire e soprattutto se la richiesta possa avere qualche relazione con le persone incontrate o contattate nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte.

La madre di Noemi Impellizzeri, intervenuta nella puntata di Vita in diretta del 2 ottobre 2026 ha spiegato che sua figlia non aveva debiti e non aveva problemi economici. Aveva delle entrate fisse, tutte cose che si possono documentare.

Il giallo di Noemi Impellizzeri e gli accertamenti che potrebbero dare una svolta

Sono dunque ancora molti i tasselli da mettere al loro posto. Gli investigatori stanno lavorando sugli elementi raccolti nell’abitazione, sui dispositivi elettronici, sulle immagini delle telecamere e sui reperti acquisiti nel corso dei diversi sopralluoghi. Nei giorni scorsi è stata anche sequestrata un’automobile, sulla quale sono stati disposti ulteriori accertamenti.

La scoperta delle tracce ematiche e la nuova testimonianza relativa ai 500 euro potrebbero contribuire a ricostruire un quadro più preciso, ma sarà necessario attendere gli esiti scientifici e medico-legali. Chi ha ucciso Noemi Impellizzeri, se verrà definitivamente confermata l’ipotesi dell’omicidio? E soprattutto perché? È su queste domande che si concentra adesso l’inchiesta, mentre la possibile pista economica aggiunge un nuovo elemento a un caso che, a più di un mese dalla morte della giovane, continua a presentare numerosi punti ancora da chiarire.

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