Nicolas Bossetti rompe il silenzio a Ore 14 Sera: «Mio padre non è un assassino, il vero colpevole è ancora fuori»

A Ore 14 sera per la prima volta ha parlato il figlio di Massimo Bossetti. Nicolas si è schierato dalla parte di suo padre: non è lui l'assassino di Yara

figlio di massimo bossetti

Da giorni ormai si parla, di nuovo, dell’omicidio di Yara Gambirasio e di Bossetti. Per la prima volta ha deciso di raccontare pubblicamente quello che pensa della vicenda giudiziaria di suo padre, ma anche quanto sia stato difficile crescere portando un cognome che tutti, in Italia, conoscono. Nicolas Bossetti, figlio di Massimo Bossetti, è stato intervistato nella puntata di Ore 14 Sera dell’8 ottobre 2026, il programma di Rai 2 condotto da Salvo Sottile.

Il giovane non ha dubbi sull’innocenza del padre, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, e chiede che vengano riesaminate le prove scientifiche utilizzate nel processo. La sua è una difesa senza esitazioni, accompagnata dalla convinzione che nel corso delle indagini e del procedimento giudiziario siano stati commessi errori importanti. Nicolas arriva a paragonare la vicenda di suo padre a quella di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, sostenendo che il caso Bossetti sia addirittura più grave.

Nicolas Bossetti a Ore 14 Sera: «Il caso di mio padre è peggio di Garlasco»

Nicolas Bossetti sceglie parole molto forti per descrivere quello che, dal suo punto di vista, sarebbe accaduto durante le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio. Il giovane ritiene che al padre non siano state garantite sufficienti possibilità di contestare le prove e insiste soprattutto sulla necessità di ripetere gli accertamenti genetici. Il riferimento al caso Garlasco non è casuale: mentre le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi hanno riacceso il dibattito sulle analisi scientifiche, la difesa di Massimo Bossetti continua a chiedere ulteriori verifiche sul DNA.

Nicolas Bossetti sostiene che il padre non sia Ignoto 1, il profilo genetico individuato sui reperti della vittima, e si dice convinto che il responsabile dell’omicidio sia un’altra persona. Si tratta naturalmente della posizione del figlio, che non modifica quanto stabilito dalle sentenze definitive. Ma è evidente che Nicolas voglia portare avanti pubblicamente quella battaglia giudiziaria che da anni vede impegnati i legali del padre.

La sofferenza di Nicolas Bossetti: crescere con il peso di essere il figlio di un uomo condannato per omicidio

Nell’intervista rilasciata a Ore 14 Sera emerge anche un aspetto più personale, quello di un ragazzo che ha dovuto affrontare l’adolescenza senza la presenza quotidiana del padre e con gli sguardi degli altri addosso. Nicolas racconta quanto sia stato complicato vivere una situazione simile, soprattutto perché, nella sua convinzione, Massimo Bossetti non è responsabile dell’omicidio per il quale sta scontando l’ergastolo.

Il giovane spiega di essersi sentito giudicato per qualcosa che non aveva commesso, di aver percepito la diffidenza delle persone e di essere stato identificato semplicemente come il figlio di un assassino. Una definizione che respinge con forza. «Mio padre non è un assassino e ci posso mettere le mani sul fuoco», afferma davanti alle telecamere. Le sue parole raccontano anche il dolore di una famiglia che ha visto cambiare completamente la propria vita dopo l’arresto di Massimo Bossetti, avvenuto nel giugno del 2014. Nicolas, oggi adulto, continua a difendere il padre con la stessa convinzione e racconta quanto la sua assenza abbia pesato durante gli anni della crescita.

Nicolas Bossetti chiede nuove analisi sul DNA: la battaglia della difesa continua

Al centro dell’intervista c’è soprattutto una richiesta: poter effettuare nuovi accertamenti sui reperti biologici. Nicolas Bossetti si dice sicuro che un’ulteriore analisi potrebbe portare a risultati differenti da quelli utilizzati nel processo. La questione è tornata d’attualità proprio in questi giorni, dopo che la Corte d’Assise di Bergamo ha respinto una nuova istanza presentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, difensori di Massimo Bossetti.

I legali avevano chiesto ulteriori verifiche sui reperti e sui campioni biologici conservati, ma i giudici non hanno ritenuto che gli elementi prospettati giustificassero nuovi accertamenti. La difesa ha annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Cassazione. Nicolas, intanto, lamenta una disparità di trattamento rispetto ad altri procedimenti giudiziari nei quali sono state consentite nuove verifiche. Una posizione che ha voluto esprimere pubblicamente per la prima volta, chiedendo che anche suo padre possa ottenere un nuovo esame delle prove. Resta però un dato giudiziario fondamentale: Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio, e le convinzioni espresse dal figlio non costituiscono nuove prove della sua innocenza

Aggiungi UltimeNotizieFlash alle tue fonti preferite su Google

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.