Omicidio di Fabio Colapietro, la confessione di Matheus e il ruolo delle due donne

L'omicidio di Fabio Colapietro: la confessione del ragazzo che lo avrebbe ucciso e il coinvolgimento delle altre due donne

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A Torino gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita di Fabio Colapietro, 39 anni, e soprattutto ciò che sarebbe accaduto immediatamente dopo la sua morte. Il suo corpo è stato trovato sezionato e nascosto in sacchi e contenitori all’interno di un appartamento di via Tommaso Gulli. Alcuni resti sarebbero stati ricoperti con cemento a presa rapida, mentre nel bagno dell’abitazione sarebbero stati rinvenuti anche diversi coltelli da cucina.

Il nodo principale dell’inchiesta riguarda adesso la sequenza degli eventi: gli inquirenti devono stabilire dove sia avvenuta l’aggressione, chi fosse presente e chi possa aver partecipato alle operazioni compiute sul cadavere. L’appartamento, infatti, sarebbe stato frequentato da più persone nei giorni precedenti alla scoperta.

L’omicidio di Fabio Colapietro a Torino: le ultime notizie

Al centro dell’indagine c’è Matheus de Oliveira Morando, 26 anni, che avrebbe ammesso di aver ucciso Fabio Colapietro. A far scattare l’intervento della polizia è stata però una telefonata della madre del giovane al 112. La donna avrebbe riferito che il figlio le aveva confidato di aver fatto molto male a qualcuno. Una volta arrivati gli agenti, il 26enne avrebbe pronunciato una frase molto chiara – «Ho ammazzato uno, in via Gulli» – per poi accompagnare gli investigatori nell’abitazione.

Davanti al gip avrebbe successivamente raccontato che, prima della morte del 39enne, nell’appartamento si sarebbe fatto uso di sostanze stupefacenti per diversi giorni. Tra i due sarebbe poi scoppiata una colluttazione e de Oliveira ha ammesso di aver colpito Colapietro. Ha sostenuto anche di aver tentato di rianimarlo per circa due ore praticandogli un massaggio cardiaco.

Omicidio Fabio Colapietro: il ruolo delle due donne

Un’altra parte dell’inchiesta riguarda Nicole Formichetti, insegnante di italiano originaria del Reatino e docente in un istituto di Ciriè, che occupava l’appartamento, e la 22enne Keith Butig. Le due donne sono state fermate nell’ambito della stessa indagine e, secondo le contestazioni emerse finora, la loro posizione riguarda ipotesi di favoreggiamento e concorso nella soppressione del cadavere.

Nicole Formichetti, comparsa davanti al giudice, si è avvalsa della facoltà di non rispondere; il suo avvocato ha spiegato che non sarebbe stata nelle condizioni di affrontare l’interrogatorio. La 22enne avrebbe invece escluso un proprio coinvolgimento nell’omicidio, pur ammettendo, secondo quanto riportato, di aver acquistato i sacchi neri successivamente utilizzati per occultare il corpo.

Si indaga ancora per l’omicidio di Fabio Colapietro

La confessione del 26enne, dunque, non chiude il caso. Al contrario, restano aperte diverse domande, a partire dal movente dell’omicidio di Fabio Colaprietro. De Oliveira avrebbe parlato di un possibile tentativo della vittima di impossessarsi di denaro, circostanza che deve ancora trovare conferme. Gli accertamenti medico-legali saranno fondamentali per determinare con precisione la causa della morte, mentre la Scientifica dovrà contribuire a individuare il luogo dell’aggressione e a ricostruire ciò che è accaduto nell’appartamento.

Gli investigatori stanno inoltre verificando i rapporti tra le persone presenti e cercando di capire chi abbia partecipato al sezionamento e all’occultamento del corpo di Fabio Colapietro. Saranno quindi gli ulteriori accertamenti della Procura a definire le singole responsabilità; per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a una eventuale condanna definitiva.

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