Sanremo, un ragazzino di 13 anni dà fuoco a un clochard mentre dorme: voleva rubargli lo zaino

L'aggressione choc al porto di Sanremo: un senzatetto cosparso di benzina e incendiato

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Una storia terribile arriva da Sanremo, dove un ragazzino di appena 13 anni sarebbe il responsabile di una brutale aggressione ai danni di un uomo senza fissa dimora. Il clochard stava dormendo quando sarebbe stato cosparso di benzina e dato alle fiamme. Un gesto di una violenza impressionante, che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia e che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato compiuto per impossessarsi dello zaino della vittima. L’episodio risale alla notte tra il 7 e l’8 ottobre 2026, ma i dettagli sono emersi soltanto oggi, 16 ottobre.

Tutto sarebbe accaduto nella zona del Porto Vecchio di Sanremo, precisamente in piazzale Vesco. La vittima è un uomo straniero di circa 40 anni che aveva trovato riparo per trascorrere la notte. A rendere ancora più sconvolgente questa vicenda è l’età del presunto aggressore: soltanto 13 anni.

Sanremo, il tredicenne avrebbe comprato la benzina prima di dare fuoco all’uomo

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori attraverso le testimonianze raccolte, il ragazzino si sarebbe procurato del carburante presso un distributore nelle vicinanze, riempiendo una bottiglia di benzina. Successivamente avrebbe raggiunto il senzatetto che stava dormendo, versandogli addosso il liquido infiammabile e lanciandogli contro un fiammifero acceso.

Il tutto, secondo l’ipotesi investigativa, per rubare lo zaino nel quale l’uomo custodiva i suoi pochi effetti personali. Le fiamme hanno raggiunto le gambe della vittima, che si è svegliata improvvisamente iniziando a gridare e chiedere aiuto. Le sue urla sono state ascoltate dai militari della Guardia Costiera, intervenuti per soccorrerlo. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri e il personale sanitario del 118. Il quarantenne è stato trasportato all’ospedale di Sanremo, dove è rimasto ricoverato per due giorni a causa delle ustioni riportate, prima di essere dimesso.

Sanremo, il presunto aggressore ha solo 13 anni: identificato grazie alle telecamere

Il ragazzino sarebbe riuscito inizialmente ad allontanarsi dal luogo dell’aggressione, ma le indagini dei carabinieri hanno permesso di risalire alla sua identità. Fondamentali sarebbero state le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della Capitaneria di Porto e del Comune di Sanremo, che hanno consentito di ricostruire quanto accaduto. Il presunto responsabile è un tredicenne di origine tunisina, rintracciato nella comunità in cui vive insieme alla madre.

La sua giovanissima età apre adesso una questione particolarmente delicata dal punto di vista giudiziario. In Italia, infatti, chi non ha ancora compiuto 14 anni non è imputabile penalmente. Questo significa che il ragazzino non potrà essere processato e condannato come un adulto, ma la sua posizione potrà comunque essere esaminata dall’autorità giudiziaria minorile, che valuterà eventuali interventi di tutela e, qualora ne ricorrano i presupposti, le misure previste dalla legge.

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Una violenza difficile da comprendere: cosa succederà adesso?

La vicenda di Sanremo lascia aperti interrogativi inquietanti. Come può un ragazzino di appena 13 anni arrivare a compiere un gesto tanto violento contro una persona indifesa? E soprattutto, che cosa può averlo spinto a mettere a rischio la vita di un uomo per sottrargli uno zaino? Saranno gli accertamenti a chiarire ogni dettaglio, comprese le circostanze che hanno preceduto l’aggressione.

Resta il fatto che un uomo che non aveva neppure una casa in cui dormire si è ritrovato vittima di una violenza estrema proprio mentre cercava di riposare. Una persona vulnerabile, sorpresa nel sonno e privata persino della sicurezza di poter trascorrere la notte senza essere aggredita. Fortunatamente le conseguenze fisiche non sono state fatali, ma quanto accaduto avrebbe potuto avere un epilogo ben diverso.

Il caso riaccende inevitabilmente anche il dibattito sulla violenza tra i giovanissimi, sulla prevenzione e sulla necessità di individuare tempestivamente le situazioni di disagio. Perché, al di là delle responsabilità che dovranno essere accertate, è difficile non interrogarsi su come un tredicenne possa arrivare a un gesto di questa gravità.

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