Dal Mondo

Il New York Times ricorda Maurizio Costanzo

Anche il New York Times ricorda Maurizio Costanzo con un lungo articolo dedicato al giornalista

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La notizia della morte di Maurizio Costanzo arriva anche sulle pagine del New York Times. Su uno dei più importanti giornali degli Stati Uniti, il giornalista, che si è spento a Roma il 24 febbraio, viene ricordato per la sua lunga carriera televisiva ma anche per il suo impegno nella lotta contro la mafia.

Maurizio Costanzo, per decenni uno dei principali conduttori di talk show italiani in prima serata e giornalisti televisivi di spicco, che viveva sotto la protezione della polizia sin da quando ha affrontato la mafia siciliana nel 1993, è morto venerdì in una clinica a Roma. Aveva 84 anni” inizia così l’articolo sulla versione on line del quotidiano americano tra i più importanti dal mondo.

Il ricordo sul New York Times per Maurizio Costanzo

Prosegue il racconto della giornalista Gaia Pianigiani, report del New York Times che lavora in Italia: “Aveva recentemente subito un intervento chirurgico al colon e si stava riprendendo in una clinica privata“. Ricorda le parole di Elisabetta Soldati, portavoce della famiglia Costanzo e capo ufficio stampa del giornalista.

La causa della morte non è stata resa nota. Prima del suo funerale, lunedì, è rimasto in pompa magna per due giorni nel Campidoglio di Roma, il municipio, un onore riservato agli alti funzionari e alle celebrità romane, dove centinaia di persone del mondo dello spettacolo e della politica hanno reso omaggio” si legge nell’articolo on line dal primo marzo.

E ancora: “In oltre 50 anni di attività televisiva, lo stile giornalistico amichevole e, allo stesso tempo, penetrante del signor Costanzo ha trasformato i talk show italiani un tempo rigidi in affari vivaci e informali che mescolavano argomenti politicamente delicati, cronaca sociale, gossip e rivelazioni personali. I critici televisivi lo hanno elogiato come l’inventore della televisione italiana contemporanea.

Un altro stralcio molto interessante del racconto sul giornale americano: “Aveva un talento per scoprire personalità bizzarre, alcune delle quali sono diventate infissi nella televisione italiana, mentre altre sono diventati politici.”

E poi: ” Ha aperto la porta ad artisti che tradizionalmente erano stati esclusi. Nel 1999, ad esempio, ha invitato la drag queen Platinette, nome d’arte di Mauro Coruzzi, a comparire nel suo show, aprendo la strada al successo nazionale di Platinette in un paese conservatore che ancora limita i diritti civili per le coppie gay.” Poi vengono citati i commenti di Aldo Grasso, le parole di Giorgia Meloni e ovviamente, una lunga parte dedicata all’impegno di Maurizio Costanzo contro la mafia.

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