Paula Simoes, l’influencer arrestata in Brasile: avrebbe guidato il traffico di cocaina della ‘Ndrangheta dopo l’arresto del marito
Le ultime notizie da Brasile dove Paula Simoes è stata arrestata con accuse molto gravi
Una vita raccontata sui social, tra moda, bellezza e momenti della quotidianità, ma dietro l’immagine pubblica dell‘influencer brasiliana Paula Simoes Assisi, 34 anni, si nasconderebbe una storia molto diversa. La donna è finita al centro di una vasta indagine internazionale sul traffico di cocaina tra il Sud America e l’Europa, con presunti collegamenti alla ‘Ndrangheta calabrese.
Arrestata il 17 settembre 2026 nell’ambito dell’operazione Eredità, Paula Simoes è tornata al centro dell’attenzione mediatica dopo un servizio trasmesso l’11 ottobre dal programma brasiliano Fantástico, in onda su TV Globo. Con circa 30mila follower su Instagram, l’influencer condivideva contenuti legati soprattutto alla sua vita personale, senza lasciare apparentemente intuire il ruolo che gli investigatori oggi le attribuiscono. Secondo la Polizia federale brasiliana, infatti, avrebbe assunto la gestione di una parte degli affari criminali del marito Patrick Assisi, arrestato nel 2019 insieme al padre Nicola, entrambi legati alla criminalità organizzata calabrese.
Paula Simoes, l’arresto del marito Patrick Assisi e il presunto passaggio di consegne
La vicenda affonda le radici nel luglio del 2019, quando Patrick Assisi e suo padre Nicola vennero arrestati a Praia Grande, nello Stato brasiliano di San Paolo. I due erano considerati figure importanti nei traffici internazionali di stupefacenti riconducibili alla ‘Ndrangheta. Secondo gli inquirenti, però, la loro cattura non avrebbe fermato il giro d’affari. Al contrario, sarebbe stata proprio Paula Simoes a raccogliere parte dell’eredità criminale della famiglia, diventando un punto di riferimento per le operazioni in Brasile.
Accanto a lei avrebbe agito Patrick Raasch Cardoso, avvocato che aveva difeso gli Assisi, sospettato di aver sfruttato i contatti con i detenuti per trasmettere indicazioni all’esterno del carcere. Tra gli elementi esaminati dagli investigatori figurano anche alcuni biglietti che Patrick avrebbe inviato alla moglie dalla prigione, contenenti istruzioni relative alla riscossione di debiti e alla gestione di somme di denaro. Una ricostruzione che, se confermata, mostrerebbe come l’organizzazione fosse riuscita a mantenere operativa la propria rete anche dopo l’arresto dei principali esponenti.
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Caso Paula Simoes, le intercettazioni e le tonnellate di cocaina dirette in Europa
Uno degli aspetti più significativi dell’inchiesta riguarda le conversazioni intercettate dagli investigatori. In uno dei dialoghi, avvenuto in italiano, Paula Simoes avrebbe discusso la spedizione di circa 400 chili di cocaina destinati al mercato europeo, affrontando questioni economiche e organizzative. Il punto di partenza delle spedizioni sarebbe stato il porto brasiliano di Paranaguá, nello Stato del Paraná, dove la droga veniva nascosta all’interno di container appartenenti ad aziende completamente estranee al traffico illecito.
Le indagini, avviate nel 2020 grazie alla collaborazione tra le autorità brasiliane e italiane con il sostegno dell’Interpol, hanno permesso di ricostruire una rete collegata ad almeno undici sequestri di stupefacenti, per un totale di circa 4,6 tonnellate di cocaina. Secondo gli investigatori, al momento dell’arresto degli Assisi nel 2019, l’organizzazione disponeva ancora di oltre due tonnellate di droga in Brasile. Nell’operazione è stato coinvolto anche Franklin Rodrigues de Oliveira, conosciuto come BXX, sospettato di occuparsi della logistica, dei pagamenti e dei rapporti con le organizzazioni criminali locali.
Paula Simoes respinge le accuse: cosa succede adesso
La posizione dell’influencer resta al centro degli accertamenti giudiziari e Paula Simoes nega ogni coinvolgimento nel traffico internazionale di droga. Attraverso il suo legale, la donna ha contestato la ricostruzione degli investigatori, sottolineando che al momento dell’arresto non sarebbe stata trovata alcuna sostanza stupefacente in suo possesso. La difesa ritiene inoltre che l’ipotesi di una prosecuzione delle attività criminali attraverso la moglie di Patrick Assisi sia basata su deduzioni investigative ancora da dimostrare.
Anche l’avvocato Patrick Cardoso respinge le contestazioni: i suoi difensori sostengono che abbia sempre operato nel rispetto della professione forense e hanno chiesto la revoca della custodia cautelare. Intanto l’operazione Eredità ha portato anche a provvedimenti di sequestro e blocco di beni e disponibilità finanziarie. Una vicenda che riaccende i riflettori sulla presenza della ‘Ndrangheta in Sud America e sulla capacità delle organizzazioni criminali di riorganizzarsi anche dopo arresti importanti. Per Paula Simoes, fino a poco tempo fa conosciuta soprattutto per la sua attività sui social, si apre ora una delicata battaglia giudiziaria: le accuse sono pesanti, ma le responsabilità personali dovranno essere accertate nelle sedi competenti.