Marzio Carrara: tassello dopo tassello, le agendine ora parlano bergamasco


In una fase economica complessa come quella attuale, la vicenda della società bergamasca Boost, attiva nel settore della grafica e della stampa su carta, e del suo ideatore Marzio Carrara sono la dimostrazione di come, passo dopo passo, sia possibile scalare il mercato nonostante concorrenza e sentiment non propriamente favorevoli.

Boost è un nome che dice tutto su mission societaria e filosofia aziendale. Questo termine inglese, scelto personalmente da Marzio Carrara, si può tradurre con slancio in avanti, ascesa o ancora incremento. A voler essere rigorosi Boost è quasi intraducibile nella lingua italiana poiché andrebbe a perdere la valenza che solo il dizionario inglese sa dare.

E allora per tradurre Boost forse la strada migliore da seguire è quella di raccontare la storia della società e quella del suo fondatore.

Tutto è partito da Bergamo con un’azienda attiva nel settore della stampa su carta forte di circa 70 dipendenti. Tassello dopo tassello, grazie alla testardaggine di Marzio Carrara, Boost è diventata una realtà di circa 2000 dipendenti. Attraverso una serie di acquisizioni il perimetro societario di Boost si è progressivamente allargato.

Oggi, grazie proprio a quella spinta in avanti che è da sempre la mission societaria, Boost è uno dei più importanti players europei del settore. Nonostante le tante acquisizioni, quasi impossibile elencare tutte le operazioni che sono state condotte, Boost resta una realtà fortemente radicata nel suo territorio di origine. Un’azienda grande ma dall’animo bergamasco e quindi espressione di quella laboriosità che è tipica di queste zone della Lombardia.

Le tappe della scalata di Boost

Il mercato della stampa su carta è stato profondamente trasformato negli ultimi anni anche e soprattutto a causa dell’irruzione di nuove tecnologie e nuovi canali di vendita. E’ in questo contesto magmatico che Boost si è mossa trasformandosi da realtà locale e top player del settore.

Il cammino è stato lungo. Tutto è iniziato con il blitz condotto da Marzio Carrara sulla storica azienda Arti Group da tempo in mano a un gruppo tedesco. Andando decisamente controcorrente ad una tendenza generale che vede gli asset italiani finire spesso nel mirino di grandi investitori stranieri, Carrara riportò la storica Arti Group sotto il controllo italiano. Un’operazione coraggiosa perché, in fin dei conti, il suo promotore, ebbe l’ardire di investire su un segmento di mercato che in tanti potrebbero giudicare un “residuato della storia” ossia la stampa su carta.

Questa acquisizione fu solo il primo passo. Negli anni seguenti infatti la Boost, fedele alla sua mission, ha inglobato la Lediberg e poi la Castelli SPA.

Per non addetti ai lavori questi nomi possono dire poco ma probabilmente, essendo questo un sito di moda e tendenze, potrà dire di più il nome Nazareno Gabrielli. Ebbene questo brand, un tempo di proprietà della Castelli, è ora in mano a Marzio Carrara.

L’operazione è stata un ennesimo atto di coraggio del CEO Carrara. Scommettere sulle agendine in un momento in cui lo sviluppo tecnologico sembrava fare terra bruciata dei prodotti tradizionali, non è da tutti.

Carrara, invece, andando ancora una volta controcorrente, è riuscito a dimostrare che la tecnologia non sarà mai capace di eliminare oggetti come le agendine. E’ vero che ci sono i cellulari, ci sono i tablet e ci sono tutti i dispositivi tecnologi per segnare appuntamenti ed eventi ma solo l’agendina è capace di dare quell’anima agli impegni e alle scadenze che nessun microchip potrà mai replicare.

Ovviamente comprare un’agendina oggi significa cercare un prodotto che rispecchi il proprio stile e le proprie tendenze. Come sostenuto da Marzio Carrara “L’acquisto di un’agenda deve tenere conto di vari fattori; tra questi, dimensioni e formato, colore, peso, organizzazione interna”.

La marcia della Boost, però, non si è fermata con l’acquisizione delle big del segmento agendine. E’ cronaca economica recentissima, infatti, l’accordo con la CPZ, la società di famiglia attiva nel segmento di mercato della stampa digitale e commerciale, che ha portato in dote circa 100 dipendenti e tantissima esperienza. Un altro successo per Marzio Carrara.

Boost oggi: i numeri del successo

Passo dopo passo, acquisizione dopo acquisizione, la Boost SPA (denominazione societaria assunta dal gruppo dopo la fusione tra CPZ e Boost) è oggi un colosso dai numeri impressionanti: quattro sedi produttive, 15 filiali e distributori in tutto il mondo (non solo paesi europei ma anche mercati emergenti come Polonia, Emirati Arabi e, dall’altro lato dell’Oceano, il Brasile), e ancora un fatturato di 150 milioni di euro in costante rialzo.

Molto significative anche le cifre sulla produzione con 6,5 milioni di agende confezionate ogni mese, 26 milioni di fogli stampati e 180 mila spedizioni ogni anno.

Questi numeri non dovrebbero impressionare più di tanto se si tiene in considerazione l’importanza della personalizzazione nella scelta dell’agendina. Oggi Boost può vantare molte linee diverse di agendine che sono in grado di accontentare anche la clientela più esigente. “Siamo in grado di accontentare tutte le esigenze con una personalizzazione che è un plus distintivo” ha evidenziato a riguardo il CEO Carrara.

I numeri di Boost sono da multinazionale per una realtà aziendale orgoglio del made in Italy che non vuole e non può scordare quelle che sono le proprie origini. Il cuore di Boost SPA, infatti, resta Bergamo, la città da dove tutto è partito quando anni e anni fa un giovanissimo Marzio Carrara iniziò a muovere i suoi primi passi come rappresentate nell’azienda di famiglia nata su volontà del padre Carlo all’inizio degli anni Ottanta.

Boost verso il futuro

Circa 40 anni dopo, Boost SPA è ora pronta ad affrontare le nuove sfide di un futuro sempre più digitale e tecnologico ma al tempo stesso sempre attento più attento al lato umano del prodotto.

A indicare la strada è lo stesso Marzio Carrara, artefice del successo di Boost SPA, che, in una recente intervista, ha affermato che “con tenacia, intraprendenza e voglia di fare si possono affrontare rischi, ribaltare situazioni e accettare sfide”.

E’ visibilmente soddisfatto l’artefice di questo miracolo tutto italiano e intimamente bergamasco, quando afferma che “il salto dimensionale che abbiamo effettuato ha rappresentato una sforzo importante ma sta dando da subito buoni frutti”.

Guardando al futuro, ha poi concluso Marzio Carrara, “l’obiettivo per Boost è quello di crescere in termini di redditività con importanti investimenti in nuove tecnologie e un piano industriale basato sul valore aggiunto dato da una produzione industriale unica al mondo nel suo genere”.

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