Contributi a fondo perduto per le imprese: chi li avrà direttamente sul conto corrente?

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Annunciando la nuova chiusura di teatri, cinema, palestre e piscine, il premier Conte ha subito parlato di contributi a fondo perduto da erogare a tutte le imprese in difficoltà colpite dall’ultimo Dpcm (quindi teatri, piscine, cinema e palestre a cui si aggiungono anche bar e ristoranti che, avendo l’obbligo di chiudere alle 18, vedranno calare vertiginosamente il loro fatturato).

Ma come andranno richiesti questi contribuiti? E chi invece potrà vederseli recapitare direttamente sul conto corrente? Ad oggi le informazioni non sono ancora ben precise ma qualcosa sta cominciando a essere specificato dallo stesso Governo che ha richiesto ancora grande sacrificio a categorie di lavoratori già bersagliati nel precedente lockdown.

Contributi a fondo perduto per le imprese: chi li avrà direttamente sul conto corrente?

I contributi a fondo perduto saranno automatici per chi ha già ottenuto il rimborso previsto dal decreto Rilancio: lo ha assicurato il Ministro dell’Economia, Gualtieri. In questo caso dunque non si dovrà ripresentare la domanda e la cifra pattuita sarà erogata direttamente sul conto corrente senza dover fare alcun tipo di richiesta.

Contributi a fondo perduto per le imprese: quali importi?

Questi contribuiti saranno erogati seguendo un doppio binario. Il rimborso sarà più elevato per tutte quelle attività che dovranno sospendere il proprio lavoro fino al 24 novembre (quindi piscine, palestre, teatri, cinema, centri sportivi, sale scommesse etc) mentre sarà più contenuto per attività che potranno operare dalle 5 alle 18 per il servizio al tavolo e poi proseguire con l’asporto (quindi bar, ristoranti, pub, pasticcerie e così via).

E secondo quanto riportato dalla Agenzia Ansa, la vice ministro dell’Economia, Laura Castelli, avrebbe parlato di fondo perduto che andrà dal 100% al 200% del calo del fatturato di ciascuna impresa: un aumento da 3 a 6 volte la percentuale garantita dal decreto Rilancio. “Un supporto immediato a tutte quelle attività che, per le disposizioni del Dpcm, dovranno chiudere o limitare gli orari di apertura. Stiamo chiedendo loro un grande sacrificio per garantire il benessere di tutti. È giusto che lo Stato si schieri dalla loro parte“.

Già a partire da domani, con l’ufficializzazione in Gazzetta del decreto, si avrà accesso dunque a maggiori informazioni al riguardo. Il periodo è delicato per tutti ma alcune imprese sono nettamente più colpite di altre dall’ultimo Dpcm illustrato dal premier Conte appena domenica scorsa. I contribuiti a fondo perduto basteranno per aiutare molte imprese a rimanere a galla?

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