Riforma pensioni 2021: cosa potrebbe cambiare il Governo Draghi?

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Sono tante le incertezze che nutrono tutte le persone che sono già in pensione e chi intende accedervi, dopo la crisi di Governo e l’arrivo di Mario Draghi. Ma cosa potrebbe realmente cambiare per quello che riguarda la riforma pensioni 2021? I cambiamenti avvenuti nel nostro Paese non possono non generare dubbi sul sistema delle pensioni, già messo in discussione dall’Europa. Infatti, l’Italia con Quota 100 non ha raggiunto gli obbiettivi sulle assunzioni. Ogni giorno si rincorrono notizie diverse, ma non ci sono, al momento, certezze, questo è sempre bene ricordarlo. Del resto, Mario Draghi non ha ancora preso in mano l’incarico per cui, per ora, quello di cui si parla, si basa solo su ipotesi e pochissime certezze.

Vediamo ora cosa potrebbe cambiare con il Governo Draghi.

GOVERNO DRAGHI E RIFORMA PENSIONI 2021: COSA POTREBBE CAMBIARE

Ci sono delle incertezze per quanto riguarda la riforma delle pensioni 2021. Potrebbero esserci, appunto, dei cambiamenti con il Governo Draghi. Matteo Salvini al riguardo ha già confessato che, dal suo punto di vista, sarebbe un errore cambiare Quota 100 portando l’età pensionabile a 67 anni per tutti. Con questa misura previdenziale i lavoratori hanno la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con 38 anni di anzianità contributiva. Chi vuole approfittare di Quota 100 dovrà farlo quest’anno, in quanto il suo triennio sperimentale termina il 31 dicembre 2021. Quando concluderà il secondo giro di consultazioni, Mario Draghi dovrà presentare nel dettaglio quali sono le forze politiche che hanno intenzione di appoggiarlo. Non solo, dovrà anche rivelare quali sono i punti principali del suo programma di Governo. Cosa devono aspettarsi i pensionati e chi vuole accedere alla pensione?

Se si prende in considerazione il periodo in cui ha guidato la Banca d’Italia, ci si può fare un’idea sulla riforma della pensione che potrebbe proporre agli italiani: allungare la vita lavorativa con lo scopo di allungare una pensione agli anziani di domani. Come già abbiamo sottolineato, l’Europa ha messo in discussione il sistema previdenziale dell’Italia e, in particolar, modo Quota 100. Ciò è accaduto durante l’incontro dei 27 Stati a Bruxelles sull’accordo del Recovery Fund. Al momento, due sono le direzioni che il nostro Paese potrebbe prendere: Quota 100 resta per tutto l’anno 2021 e alla scadenza diventa strutturale oppure alla scadenza termina e si riprende con la strada creata dalla Riforma Fornero.

In attesa dei colloqui con Draghi, Roberto Ghiselli – segretario della CGIL – in una nota ha fatto notare che la proroga della Quota 100 non porterebbe a nulla di concreto, in quanto non andrebbe a modificare la Riforma Fornero e lascerebbe i lavoratori senza alcuna risposta. Pertanto, servirebbe un intervento che duri nel tempo e che dia la possibilità ai lavoratori di poter scegliere come accadere alla pensione, con 41 anni di contributi o con 62 anni di età.

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