Pensioni anticipate 2022, tra opzioni “vecchie” e nuove possibilità

Pensioni anticipate 2022, tra opzioni "vecchie" e nuove possibilità

Quota 100 sarà cancellata con il 2021 e urge una soluzione che delinei la questione relativa alle pensioni anticipate 2022. Ma quali sono le opzioni già esistenti che saranno sfruttabili anche per il prossimo anno e le nuove possibilità a cui appigliarsi per smettere anzitempo di lavorare?

La Riforma Pensioni è all’orizzonte e Governo e Sindacati si stanno muovendo per trovare un punto in comune che per il momento però sembra tardare ad arrivare. E così, a oggi, le pensioni anticipate per il 2022 saranno sfruttabili solo con soluzioni già esistenti e pensate però solo per alcune categorie di lavoratori. Opzione Donna, per esempio, oppure la pensione anticipata contributiva. Ma per andare in pensione senza Quota 100 si sta pensando anche a nuove soluzioni. E così si è tanto parlato in questi ultimi mesi di Quota 41 e doppia quota. Facciamo allora un po’ di ordine per capire quali sono a oggi le strade percorribili in tema di pensioni anticipate 2022 e quali le nuove possibilità che potrebbero diventare concrete nel breve periodo.

Pensioni anticipate 2022, le opzioni “vecchie” 

Opzione Donna continua a essere una strada percorribile. E’ pensata per dare alle donne la possibilità di smettere di lavorare a 59 anni per le autonome e 58 anni per le dipendenti. Il requisito fondamentale è legato al versamento dei contributi che non deve essere inferiore a a 35 anni alla data del 31 dicembre del 2020. C’è poi la cosiddetta pensione contributiva. Servono almeno 64 anni con 20 anni di contributi versati tutti dopo il 1995, ovvero dopo la Riforma Dini.

Tra le possibili soluzioni in essere in tema di pensioni anticipate anche lo spauracchio rappresentato dalla Riforma Fornero che però sembra non convincere i lavoratori che si troverebbero costretti a maturare molti più anni di contributi e a accontentarsi poi di una assegno pensionistico decisamente più basso rispetto a quello base.

Pensioni anticipate 2022, nuove possibilità

Al momento le soluzioni da valutare sono due: Quota 41, proposta dai Sindacati, e la doppia quota avanzata dal presidente dell’INPS, Pasquale Tridico. Quota 41 consentirebbe di andare in pensione al raggiungimento dei 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età anagrafica. Varrebbe per uomini e donne indistintamente. Con la doppia quota, invece, si potrebbe andare in pensione a 62-63 anni con un assegno calcolato solo con sistema contributivo ma per avere poi la restante parte “retributiva” bisognerebbe aspettare il 67esimo anno di età. La seconda ipotesi troverebbe il favore del Governo che si troverebbe così a risparmiare un po’ di soldi a discapito dei lavoratori.

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