Pensioni ultime notizie: Quota 103 manda in pensione Quota 102

Cosa cambia con l'avvento di quota 103: quali sono i requisiti e quali le differenze con quota 102?
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Che cosa sappiamo della nuova manovra in tema di pensioni? Vi abbiamo già parlato di quota 103 e nelle prossime ore, scopriremo meglio e capiremo meglio, come questa nuova opzione, prenderà piede tra chi dovrà andare in pensione a partire dal nuovo anno. Sappiamo che dal primo gennaio 2023 Quota 102 non sarà più in vigore . Che cosa significa questo? Significa che chi avrebbe maturato i requisiti il prossimo anno non si potrà più andare in pensione con 64 anni d’età e 38 anni di contribuzione. La nuova uscita dal lavoro fa scendere l’età, 62 anni, ma alza il tetto minimo di contributi: 41 anni. 

Non è la sola novità che la manovra del Governo Meloni offre. Infatti, cambia anche Opzione donna, il prepensionamento riservato alle sole lavoratrice che dal prossimo anno devono essere caregiver o disabili per accedere alla misura, il cui requisito anagrafico penalizza inoltre quelle che non hanno figli rispetto a chi è invece madre.

Nel complesso, il pacchetto pensioni pesa nel 2023 per circa 850 milioni, compresa la spesa per la rivalutazione maggiorata delle minime (210 milioni).

Quota 103 manda in pensione quota 102: cosa cambia

Ma se Quota 103 manderà in soffitta Quota 102, come quest’ultima aveva fatto con Quota 100, in realtà entrambe queste ormai “vecchie” misure pensate come alternative temporanee alla Legge Fornero potranno essere ancora utilizzate nel 2023 e negli anni seguenti, ovvero molto tempo dopo la loro sospensione. La normativa infatti, fissa la scadenza di questi due strumenti solo per il raggiungimento dei requisiti e non per la presentazione della domanda di pensione. Per quanto riguarda quota 102, ricordiamo che per tutto il 2022, per maturare il diritto a lasciare in anticipo il lavoro c’è Quota 102, che permette di accedere alla pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi. 

Torniamo quindi alla domanda di partenza: come si andrà in pensione nel 2023 con Quota 103?

Pensioni ultime notizie Quota 103: cosa ci aspetta

Iniziamo col dire che la soglia di riferimento per la pensione di vecchiaia resta quella dei 67 anni, con almeno 20 anni di contribuzione. Ci sono delle differenze per alcune categorie di lavoratori che operano in ambiti particolarmente rischiosi possono andare in pensione un po’ prima: a 66 anni e 7 mesi, ma con 30 anni di versamenti. Tra i canali di uscita “ordinaria” resta valido il pensionamento con 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva (41 anni e 10 mesi per le donne) a prescindere dall’età anagrafica e senza adeguamenti all’aspettativa di vita fino al 2026.

Per quanto riguarda Quota 103, il Governo Meloni ha deciso che i pensionati, potranno valutare questa opzione se avranno 52 anni di età e avranno versato per 41 anni contributi. Solo in questo modo sarà possibile l’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Va ricordato che il Governo Meloni, per quanto riguarda Quota 103, ha introdotto dei paletti. Rispetto a Quota 102 infatti, il valore degli assegni per chi opta per Quota 103, non potrà essere superiore a 5 volte i trattamenti minimi. Secondo quanto calcolato dunque, non sopra i 2.815 euro lordi mensili (36.643 euro l’anno). Inoltre, la pensione non potrà essere cumulata con altri redditi da lavoro, tranne quelli da lavoro autonomo per un massimo di 5 mila euro.

E’ quindi sempre molto importante rivolgersi a un consulente del lavoro che analizzerà in modo dettagliato ogni singolo caso.

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