World Grand Prix, Italia del volley ancora sconfitta: Giappone vince 3 a 0

World Grand Prix-Ancora una sconfitta per le ragazze del volley, che stamattina hanno perso la loro terza partita nel girone che permetteva l’accesso alla finalissima. È vero che Brasile e Stati Uniti hanno una tecnica e un gioco formidabile, ma forse, con concentrazione e buon gioco, avremmo potuto affrontare la partita in modo diverso. Invece abbiamo subito un secco 3-0 contro il Giappone che ha giocato sicuramente molto meglio di noi.

In campo le azzurre sono scese senza il libero Paolo Cardullo, operata ieri per una frattura alla mano, dopo che si era infortunata nella partita contro le statunitensi, al suo posto in campo è scesa la Leopardi. Insieme a lei hanno giocato: Bosetti, Lo Bianco, Anzanello, Piccinini, Gioli, Guiggi, Crisanti, Garzaro, Ferretti.

Le azzurre mostrato un gioco abbastanza buono nel primo set, perdendolo però per 25-23, dove, comunque, le giapponesi hanno giocato sempre molto attente e precise.

Nel secondo parziale, però, l’Italia è andata in vantaggio e ha condotto il gioco fino ad arrivare sul 22 a 15. A questo punto hanno subito fortemente la ripresa delle giapponesi che non solo le hanno raggiunte, ma hanno chiuso il set sul 25-23.

Le nipponiche poi, non hanno concesso nulla alle azzurre nel secondo parziale e hanno dominato nettamente il set chiudendolo con un punteggio di 25-19.

Sicuramente la squadra nipponica è affiatata, non ha mai mollato la partita, anche quando stava sotto nel secondo set. Sicuramente ha dalla sua parte un’ottima palleggiatrice che è riuscita a far giocare le sue schiacciatrici in modo perfetto e che dire della difesa? Straordinaria, hanno recuperato anche l’irrecuperabile. In attacco hanno centrato punti importanti.

Le azzurre invece sono apparse spente, soprattutto nel secondo set, quando, in vantaggio, si sono fatte raggiungere e superare.

Adesso non resta che giocare, domani, la partita per il 7/o posto contro la Cina e sperare negli Europei dove siamo le detentrici del titolo e sperare in un sestetto molto più affiatato.

Teresa Corrado

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