Caso Ruby, Berlusconi: “Io peccatore, ma è in atto golpe”

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Domani Il Foglio, diretto da Giuliano Ferrara, proporrà un’intervista al premier Silvio Berlusconi. Il presidente del consiglio, come prevedibile, se la prende con i pm che si stanno occupando del Rubygate, ma anche giornali, tv e tutti coloro i quali lo attaccano. Secondo Berlusconi è a rischio la democrazia: un rischio assolutamente da evitare. Il premier è disposto a tutto pur non di non farsi processare dalla Procura di Milano, anche a modificare la Costituzione, reintroducendo l’immunità.

“I padri costituenti – ha detto il premier al Foglio – avevano stabilito saggiamente che prima di procedere contro un parlamentare si dovesse essere certi, attraverso un voto della sua Camera di appartenenza, che si era liberi dal sospetto di accanimento o persecuzione politica”.

Berlusconi rilancia le accuse lanciate nei giorni scorsi e si dice sicuro di avere il consenso della maggior parte degli Italiani: “Stavolta c’è una coscienza pubblica diffusa dell’intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perchè abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore – dice il premier rivolgendosi a Ferrara – ha chiamato golpe morale”.

“Io, qualche volta, sono come tutti anche un peccatore – ammette Berlusconi – ma la giustizia moraleggiante che viene agitata contro di me è fatta per andare oltre me. E’ fatta per mandare al potere attraverso un uso antigiuridico del diritto e della legalità, l’idea di cultura, di civiltà e di vita, di una èlite che si crede senza peccato, il che è semplicemente scandaloso, è illiberalità allo stato pur

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