Affittopoli a Milano, sciolto il cda del Pio Albergo Trivulzio


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Eppur si muove. Ogni tanto, di fronte agli scandali, qualcuno viene allontanato, magari solo spostato. Ma tant’è. Il Consiglio di amministrazione del Pio Albergo Trivulzio si è frantumato: cinque consiglieri su sette hanno lasciato la propria poltrona. Tra costoro c’è anche Emilio Trabucchi, il presidente della fondazione milanese. Appena ieri, all’Infedele di Gad Lerner, il professore aveva dichiarato che non si sarebbe dimesso, perché lui è una persona onesta e non sta coprendo alcuno scandalo.

E’ andata diversamente. La prossima tappa è il commissariamento come annunciato anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti. Sarà il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni,  a nominare una personalità di garanzia che porti il Pio Albergo Trivulzio a formare un nuovo consiglio di amministrazione. “C’è una procedura che metteremo in moto immediatamente non appena le dimissioni ci verranno formalizzate” ha affermato l’esponente del Pdl. “La procedura è in capo alla Regione e nelle prossime ore renderemo note quali sono gli strumenti attraverso cui arriveremo alla nomina di un commissario”.


Al di là del “terremoto” che ha colpito il cda del Pio Albergo, per Formigoni non bisognare “fare di tutta un’erba un fascio: si tratta di centinaia di casi, ognuno dei quali va esaminato con grande attenzione. Ci sono, a prima vista, alcuni casi di abuso che vanno assolutamente sanzionati, ma anche altri, che mi paiono essere la maggioranza, in cui tutto è avvenuto rispettando pienamente le regole”.

Pagare 400-500 euro al mese per un appartamento in pieno centro a Milano, dove anche soltanto 50 metri, per le persone normali, possono costare 2000 euro al mese. Sicuri che sia tutto in regola? Magari, da un punto di vista prettamente giuridico, è anche così. Ma c’è da chiedersi se è eticamente corretto che dei milionari paghino pochi spiccioli di affitto, quando i comuni cittadini possono arrivare anche a consumare anche l’80% del proprio stipendio per una casa in periferia…


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