Libia in rivolta, Idv: “Berlusconi amico di un dittatore sanguinario”


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La rivolta in Libia continua ad alimentare il dibattito politico italiano. La situazione dello Stato del Nord Africa è sempre più incandescente. Glia aerei continuano a bombardare e mitragliare i ribelli, molti edifici sono in fiamme. I morti sarebbero oltre un migliaio, anche se è difficile, anzi impossibile fare delle stime.

Gheddafi, che ha detto di volere resistere fino alla morte, sembra avere il destino segnato. E il governo italiano solo ora inizia a prendere le distanze dal dittatore libico, al potere da oltre 40 anni, che ordina ai militari di bombardare il suo stesso popolo. Secondo le opposizioni la presa di posizione dell’esecutivo di Berlusconi è tardiva, inefficace e poco credibile.

Durissime le parole di Massimo Donadi, esponente di spicco dell’Italia dei Valori: “Gheddafi massacra il suo stesso popolo e fino a pochi giorni fa Berlusconi non voleva ‘disturbarlo’. ‘Disturbarlo’, proprio così’. Come quando non si chiama un amico che sta riposando perché ha fatto tardi la sera…Lo sdegno della comunità internazionale, le parole del presidente della Repubblica e lepressioni delle opposizioni,  hanno costretto anche Berlusconi ed il governo italiano a condannare il dittatore libico”.

Secondo Donadi, il prestigio internazionale dell’Italia, a a causa del governo Berlusconi, è ai minimi storici: “Non contiamo più nulla, neanche nello scacchiere mediterraneo, dove, fino a qualche anno fa, eravamo fondamentali. Anche per questo bisogna mandare a casa Berlusconi, l’amico dei dittatori sanguinari”.


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