Caso Ruby, Berlusconi: “Mio dovere chiamare la Questura”

caso ruby rubacuori

Non ha nessun pentimento, Silvio Berlusconi, per quelle chiamate alla Questura di Milano finalizzate a “salvare” Karima El Mahroug, alias Ruby Rubacuori. Da lì è partita l’inchiesta della Procura. Il premier, che verrà giudicato con rito immediato, è accusato di concussione e prostituzione minorile. “Sarei venuto meno ai miei doveri – ha detto oggi – se non avessi chiamato quella sera in questura a Milano”. Di quali doveri parla Berlusconi? E’ suo dovere chiamare la Questura ogni qualvolta un minorenne è nei guai per presunti reati? Se così fosse, il capo del governo dovrebbe passare 24 ore al giorno al telefono…

Il primo ministro se l’è presa, come al solito, con la Corte Costituzione, che gli renderebbe impossibile lavorare: “Bisogna reagire, spiegare alla gente quello che facciamo, io sono stanco che non si parli del nostro lavoro. E poi ogni legge che facciamo viene bocciata dalla Consulta. E qui alla Camera – ha detto ancora Berlusconi – ci viene impedito di portare avanti i provvedimenti…”

Insomma, i tormentoni del cavaliere tali rimangano. A nulla sono valsi gli inviti di Napolitano a evitare scontri istituzionali e attacchi ai giudici.

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