Berlusconi e la scuola pubblica, attacchi, smentite e difese

Un’offesa a tutti gli insegnanti, sottopagati, che ogni giorno formano i nostri figli nonostante i tagli del Governo. Questa la reazione, pressoché unanime, alle parole di Berlusconi riguardo la scuola pubblica, che mette d’accordo tutte le opposizioni. “Gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie” aveva affermato il Premier al Congresso dei Cristiano Riformisti. Un attacco frontale alla scuola pubblica, rea secondo Berlusconi di portare avanti, tramite gli insegnanti, quelle ideologie deleterie (si riferiva al comunismo) per l’educazione dei ragazzi.

Da Berlusconi arriva uno schiaffo inaccettabile… lui se la prende con comunisti e gay e adesso ha aggiunto all’elenco anche gli insegnanti della scuola pubblica” è quanto denuncia il segretario del Pd Bersani.

Tempestiva arriva la smentita del Presidente del Consiglio che accusa di essere stato travisato. “ Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati”. Tuttavia, secondo il premier, nella scuola pubblica ci sarebbe un indottrinamento dei ragazzi verso culture politiche contrarie agli insegnamenti della famiglia.

Nonostante la rettifica, non si sono placate le polemiche. Bocchino afferma che il vero centrodestra, Fli, sta dalla parte della scuola pubblica, Vendola ricorda come la crescita economica passi obbligatoriamente dall’istruzione. “Sei un bigotto”, afferma il leader di Sel, riferendosi al discorso di Berlusconi dinnanzi ai cattolici; “hai detto quelle cose per farti perdonare il bunga bunga”. Dura anche la reazione dell’Idv che, tramite il capogruppo al Senato Belisario, ricorda come lo smantellamento della scuola pubblica è da tempo nei programmi di Berlusconi.

E il Ministro dell’istruzione? La Gelmini difende il premier: “ha solo difeso la libertà di scelta educativa della famiglie”.

Giuseppe Procida

One response to “Berlusconi e la scuola pubblica, attacchi, smentite e difese

  1. Nel 2008-2010, dopo i tagli con barbariche accette contro la cultura, l’arte, lo spettacolo e la scuola pubblica (tipico di un governo clericofascista basato sui grembiulini balilla di Santa Gelmini dei Macelli), è bastato uno starnuto del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI (Conferenza episcopale italiana), perché i finanziamenti alla scuola confessionale cattolica, gestita dalla curia per formare i suoi nuovi cadetti e “missionari” della loro fede, venissero raddoppiati per decreto, durante la notte . D’altro canto, entro il 2013, ben 150.000 docenti degli istituti statali perderanno il posto di lavoro, grazie a Maria Stella Gelmini (un nome, una conferma). Mentre continuiamo a elargire a piene mani al Vaticano ogni anno 13 miliardi di euro, le cui finalità non sono affatto note, nel 2003 un organico di 15.507 preti, pagati da noi, è stato immesso in ruolo nelle nostre scuole.
    Così si vieta alla scuola pubblica di essere portatrice di pluralità d’informazione, e con Santa Maria Stella Gelmini la stanno affossando, mentre i loro istituti cattolici, gestiti dall’Opus Dei, dai Legionari di Cristo e dall’anima nera da Ku-Klux-Klan della Chiesa, conquistano l’intero potere gerarchico della società italiana. Proibiscono al fedele di pensare con la propria testa. Sminuiscono il valore della vita ed avviliscono l’intelligenza, il sesso, la gioia di vivere, la coscienza personale, la conoscenza, le scienze.…
    MA CHI è MARIASTELLA GELMINI: Nel marzo 2000 la Signora Gelmini, Presidente del Consiglio Comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Il suo ruolo odierno è di soldatino esecutore dei tagli (In pratica una mezza sega), niente più. Una che si è diplomata al liceo confessionale. Una che ha preso l’abilitazione in avvocatura, lei di Brescia, a Reggio Calabria. Una che inizia il discorso alla camera dei deputati dicendo: Sotto l’egìììda del parlamento. BASTA ITALIA.
    DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini, € 25

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