Riforma giustizia, approvato il testo


È stato varato dal Consiglio dei Ministri il testo di riforma della giustizia, approvato all’unanimità. “È dal ’94 che volevo questa riforma, dal tempo della nostra discesa in campo” dice un soddisfatto Berlusconi. Per il premier è un punto di svolta fondamentale che se fosse stato introdotto 20 anni fa avrebbe impedito alla magistratura di “ esondare” nella politica, ma soprattutto avrebbe evitato “ il tentativo che è in corso adesso di far cadere il governo per via giudiziaria”.

Il testo salutato con un applauso dal Governo, rispecchia quello discusso ieri  dal Ministro Alfano con il Capo dello Stato, Giorgio Napoletano.Il Primo Ministro ha tenuto a precisare che questa riforma non ha nulla a che vedere con i processi in corso, anzi, riguardo al suo ruolo di imputato ha detto “ mi prenderò la soddisfazione di essere presente ai processi e credo che mi prenderò delle belle soddisfazioni e soprattutto spiegherò agli italiani come stanno veramente le cose”.


I punti salienti della riforma riguardano la separazione delle carriere tra pm e giudici, una maggiore responsabilità civile per il giudice e due Csm separati. “ Avremo parità tra accusa e difesa” sostiene Alfano, mentre Berlusconi, in riferimento al ridimensionamento del ruolo del pm aggiunge che “il pm per parlare con il giudice dovrà fissare un appuntamento e possibilmente dargli del lei”.Altri punti importanti del ddl riguardano il divieto di appellarsi ad una sentenza di assoluzione in primo grado e la modifica del principio di obbligatorietà dell’azione penale. Su quest’ultimo punto Alfano chiarisce che “ si partirà prima dalle priorità”; e chi dovrebbe definire queste priorità? Il Parlamento!

Questa riforma punta solo a togliere autonomia al pm e a metterlo sotto il controllo del potere politico” tuona Dario Franceschini del Pd, annunciando che si faranno le barricate in Parlamento. Sulla stessa lunghezza d’onda le altre opposizioni, con Di Pietro Idv che annuncia un referdum abrogativo contro “una riforma così antidemocratica da stravolgere lo stato di diritto”.Critica anche la risposta del Anm che parla di “ riforma punitiva” che “ riduce le garanzie dei cittadini”.

La discussione in Parlamento si annuncia quanto mai accesa.

Giuseppe Procida


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