Processo breve, cominciano oggi le votazioni

Al via oggi a Montecitorio le votazioni del provvedimento del processo breve. L’opposizione compatta gioca la carta dell’ostruzionismo.

Fosse stato un teatro o uno stadio, nelle biglietterie si sarebbe letto sold-out, tutto esaurito. Si tratta invece della camera dei deputati del Parlamento della Repubblica Italiana. Questa mattina infatti tutti gli onorevoli erano presenti in aula, anche tredici ministri, fondamentali per i numeri. Effettivamente la presenza dell’esecutivo è stata decisiva fin dalle prime battute, anzi, proprio dalla prima, nella quale si votava la richiesta dell’opposizione di rinviare il testo in Commissione. La proposta è stata bocciata con uno scarto di soli undici voti. Successivamente è stato approvato anche l’articolo 2 del ddl e nel contempo sono stati respinti tutti gli emendamenti dell’opposizione.

Tutte le votazioni hanno riportato uno scarto compreso tra i 10 e i 15 voti e in nessuna di queste si è mai raggiunta la soglia, tanto auspicata dal governo, dei 330 parlamentari. Cosa da non sottovalutare in attesa della votazione dell’articolo 3, quello nel quale si introduce l’accorciamento dei tempi di prescrizione per gli incensurati, che tra le altre cose cancellerebbe anche il cosiddetto processo Mills che vede tra gli altri imputati anche Silvio Berlusconi.

L’opposizione intanto è pronta alla battaglia. I deputati del Pd, durante l’esame dell’articolo 3 del decreto, hanno  letto in aula gli articoli della costituzione, una forma di ostruzionismo al quanto insolita, che Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla camera, ha motivato dicendo che si stanno calpestano le regole e si sta introducendo un’amnistia generalizzata. Parole naturalmente contraddette dal guardasigilli, nonché ministro della giustizia, Alfano. Comunque sia quella che ci aspetta sarà un ‘settimana incandescente’ come annunciato dal sotto segretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, tanto per la delicatezza del tema, quanto per l’enorme mole di emendamenti proposti dall’opposizione. Concetto perfettamente riassunto dalle parole dell’on. Roberto Giachetti: “La maggioranza, che in realtà non c’è, dovrà sottoporsi a quello che io chiamo il Vietnam di 190 emendamenti”. Chissà se si rispetteranno i tempi per il round finale atteso per il 18 aprile.

Fabio Sciulli

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