Gianni Alemanno non vuole i Ministeri al Nord

ROMA – Ha suscitato non pochi problemi, quanto paventato gli scorsi giorni dalla Lega e dal suo leader Umberto Bossi, circa l’eventuale spostamento di alcuni ministeri al Nord Italia. Gianni Alemanno, sin da subito dice no, non ci sta, tanto da lasciarsi andare a dichiarazioni del tipo: “Roma, queste idee, non le accetterà mai” perché sono “balle surreali”. Il primo cittadino della Capitale aveva poi affidato a due interviste, una a Repubblica e una al Giornale, la sua contrarietà ad una eventualità di questo genere, esprimendo l’esigenza di “un chiarimento politico”. A prescindere dal risultato dei ballottaggi, per Alemanno occorre comunque aprire “una grande riflessione”.

Il sindaco in seguito, spiegava di aver avuto “le più ampie rassicurazioni che il problema non si sarebbe posto. Ma l’insistenza della Lega non può non destare preoccupazione” sottolineava Alemanno; la Lega sin dal principio, aveva sempre sostenuto il fatto della riduzione e del depotenziamento dei ministeri. Ma adesso, quel grande obiettivo primario si sarebbe ridotto a minuscoli trasferimenti di burocrazie.

Infatti, il sindaco non nascondeva che: “preoccupa il fatto che si sia passati dall’idea di riforme epocali a palliativi simbolici. L’invito che faccio a Berlusconi e Bossi è questo: torniamo a parlare di senato federale e di federalismo fiscale che sono cose serie e importanti. Non dei ministeri spostati che i nostri elettori non hanno votato. Il centrodestra non può tradire il suo programma. Con i dispetti territoriali non si fa molta strada”.

Sembrava dunque, che dopo le opposizioni di Alemanno, a cui fecero immediato eco quelle di altri esponenti della maggioranza di Governo, la questione si fosse, almeno per il momento, chiusa, o perlomeno arenata in un angolo e senza prospettive future di attuazione.

Ma stamane, una nuova bufera sembra alzarsi dalla Capitale: “I romani in piazza contro i ministeri al Nord?”.

E’ l’ipotesi che avanza il sindaco Gianni Alemanno, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero, in cui conferma, ancora una volta, di essere contrario ad una ipotesi di questo tenore. “È una questione troppo seria per le boutade ma siamo pronti a scendere in piazza”, ha dichiarato Alemanno.
“Ho visto che stanno moltiplicando i loro proclami – spiega il sindaco di Roma -. Ciò aumenta la preoccupazione e lancio un avvertimento: dico subito che Roma non può accettare e non accetterà mai alcun trasloco di ministeri”, nemmeno di quelli senza portafoglio, perchè sono comunque un “simbolo”.
“Il governo è una unità operativa – prosegue Alemanno – e va concentrata in un territorio”. Alemanno “ricorda” alla Lega che “nel patto elettorale” c’è il federalismo, e allora – dice – “lasciamo perdere le stupidaggini che offendono i romani e irridono i milanesi e occupiamoci delle riforme”.

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