Umberto Bossi-Giorgio Napolitano, sul decentramento dei Ministeri è scontro

È una sfida senza precedenti quella che ingaggia Umberto Bossi leader della Lega contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La lettera del Presidente, proprio non va giù al senatur che affonda l’attacco e pretende anche la realizzazione di altri decentramenti e non ha alcuna intenzione di fare passi indietro e chiudere quegli uffici che ha aperto e che tanto ha sbandierato in questi giorni.

Napolitano nella sua lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sottolineava che il decentramento dei Ministeri viola la Carta costituzionale e in particolare l’articolo 114. ma Bossi non accetta il richiamo a specifica che l’articolo citato non dispone il luogo dei Ministeri e che quindi non è presente alcuna opposizione alla Costituzione.

Una situazione ripresa anche durante il Cdm nel quale il presidente Berlusconi ha sottolineato l’importanza di tener conto delle indicazioni del Quirinale, ma è stato assicurato che non ci sono avversioni contro Napolitano, ma che comunque, l’intenzione è quella di continuare la strada appena iniziata, senza per questo interrompere i rapporti con il Colle.

Il leader della Lega, sottolinea ai giornalisti che già altri paesi europei hanno decentrato i Ministeri, come in Inghilterra e che questo non ha messo in pericolo il sistema inglese. Ma forse il Senatur dimentica che la storia inglese è ben diversa da quella italiana.

È Bossi il personaggio che in questo momento tiene sotto pressione il presidente del Consiglio che sicuramente poteva immaginare il putiferio che avrebbe scatenato il decentramento dei Ministeri, visti anche i continui richiami non solo di Napolitano, ma anche dei suoi sostenitori. Gli unici a chiedere con forza questo movimento, come sempre, sono i rappresentanti della Lega che, dopo aver avuto problemi con le elezioni precedenti, devono dimostrare di avere ancora qualcosa da dire a livello nazionale.

Teresa Corrado

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