Franco Marini il Presidente della Repubblica del Pd e non solo

«Sono in corsa e me la gioco fino in fondo». Sono le parole di Franco Marini, ex sindacalista forse prossimo alla candidatura di Capo dello Stato, a qualche minuto prima dell’inizio delle votazioni. L’ex presidente del Senato sembrerebbe apparentemente tranquillo, sereno e molto determinato nel suo intento: «sto lavorando e spero di far convergere anche i voti di Sel». Al momento ferme le scissioni all’interno del Pd. Tra i democratici hanno mostrato la loro contrarietà alla candidatura di Marini esponenti come Matteo Orfini, Sandra Zampa, Marianna Madia, Filippo Civati. Il “no” è arrivato anche da alcuni montiani Andrea Romano, Edoardo Nesi e Ilaria Borletti Buitoni. Immancabile il commento di Beppe Grillo: «Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, si è arrabbiato dopo che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha proposto Franco Marini per il Quirinale? Ha fatto bene ad arrabbiarsi. Finalmente, ha fatto bene».
Dal fronte Sel, Nichi Vendola non approva la candidatura di Franco Marini e dichiara: «Non ho nulla contro Marini – dice – ma bisogna dare un messaggio di cambiamento. L’Italia si è emozionata per l’elezione di Grasso e della Boldrini, noi dobbiamo dare un segnale di speranza».
Franco Marini: una storia legata al suo nome. Franco Marini ha compiuto 80 anni la scorsa settimana e ora è pronto ad affrontare l’ultimo scalino della sua carriera che potrebbe portalo alla candidatura di Presidente della Repubblica. Un curriculum pieno di saggezza popolare. Abruzzese, laureato in Giurisprudenza, allievo del fondatore della Cisl Giulio Pastore, arriva al vertice del sindacato cattolico nel 1985. Nei suoi sessantenni di militanza sindacale e politica Marini ha fronteggiato diversi avversari ma è sempre riuscito a liquidarli con il suo stile molto silenzioso ed elegante. Recentemente, Marini non era a favore delle Primarie indette da Bersani per la leadership del centrosinistra. Tra il 2006 e il 2008 è stato eletto presidente del Senato dimostrando buone capacità di mediatore, che aveva già asso portato nella sua vita di sindacalista. Persino Berlusconi ha sempre apprezzato la personalità di Marini, la sua grande dota da pacifista. È una persona molto vicina al mondo del lavoro tanto che nel 1991 diventa Ministro del Lavoro nel governo Andreotti. Marini è elogiato perché è una persona molto tranquilla, solitaria, quel genere di persona che non ama molto mettersi in mostra. Ma nonostante la sua personalità riservata, è intrinseca da sempre nella sua natura: Marini è un uomo che non si arrende facilmente.

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