Libri da leggere, Simone Cristicchi e Li romani in Russia


Libri da leggere- Recensioni

Li Romani in Russia: Simone Cristicchi, tra graphic novel e spettacolo teatrale

È uscito per la Rizzoli-Lizard “Li Romani in Russia”, racconto di una guerra a millanta mila miglia, sceneggiato dallo stesso Cristicchi e disegnato da Niccolò Storai.

Il testo ovviamente è quello del poeta Elia Marcelli, che nel 1988 pubblicò per la Bulzoni il poema in ottave romanesche. Ed è questo stesso metro, classico, classicissimo, tipico dei grandi poemi, ad essere ricondotto a dimensione di monologo teatrale e altresì di fumetto. L’esperimento è certamente ardito, ma forse necessario per avvicinare la generazione attuale alle vicende narrate, ormai così lontane e sicuramente poco indagate anche nei libri di scuola. Il poema racconta della campagna in Russia (1941-43), voluta fortemente da Mussolini, in cui dei 220 mila soldati inviati senza mezzi adeguati e con viveri insufficienti, ne tornarono solo 20 mila, tra cui il medesimo Elia Marcelli ed il nonno di Cristicchi. Dunque una motivazione sia civile che personale alla base di questo nuovo progetto dell’istrionico cantautore romano. È lui a dirci del silenzio di suo nonno nel raccontare questa esperienza, un silenzio a cui  lo stesso Cristicchi ha deciso, perciò, di dar voce, comprendendolo proprio nella tormentosa lettura del Marcelli.

Il racconto in prima persona è quello della follia della spedizione, degli inganni e delle bugie, perpetrate a danno dei soldati, per lo più giovani sprovveduti, da parte della propaganda fascista che aveva parlato di una “passeggiata” , una passeggiata trasformatasi presto in un inferno di ghiaccio, paure, fatica, è il racconto delle atrocità subite, senza alcuno sconto, e della rabbia, della disperazione.


Se per il poem novel Cristicchi agisce da sceneggiatore, per la rappresentazione teatrale, diventa attore. Per la prima volta da solo sulla scena, prima presso il Teatro Biblioteca Il Quarticciolo (20-21 novembre) poi al Teatro Tor Bella Monaca (10-12 dicembre), a Roma, il cantautore offre al pubblico una interpretazione di questa tragica epopea toccando i suoi momenti salienti, dove sullo sfondo della tragedia della ritirata dalla Russia, non mancano momenti di ironia e divertimento. Le musiche sono di Gabriele Ortenzi, l’adattamento teatrale del prof. Marcello Teodonio. Il tutto per raccontare una delle pagine della nostra storia, che non deve essere dimenticata.

Olimpia D’Accunto


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