Gran Bretagna, semaforo al supermarket: sconsigliati alcuni prodotti italiani

Semaforo sui cibi al supermarket in Gran Bretagna. Alcuni prodotti italiani sarebbero pericolosi. E’ protesta contro l’iniziativa adottata dalla Gran Bretagna che consiste nel mettere dei bollini sui cibi di tra colori diversi:  gli stessi del semaforo. E’ la tabella stilata dalle autorità britanniche secondo la quale il rosso denuncia la pericolosità di un genere alimentare rispetto a un altro; il giallo ci mette in allerta su un possibile problema; il verde ci garantisce l’assenza di conseguenze. Un’iniziativa apparantemente utile e soddisfacente, ma non per tutti. Se leggiamo le etichette dei prodotti che troviamo sui vari scaffali sei supermarket sembra che il parmigiano Reggiano sia una potenzialmente pericoloso per la salute, mentre certe bibite gassate risultano compatibili con un regime alimentare perfetto. In termini spiccioli: il grana padano è «rosso», la Red Bull è «verde».

Non tarda così la protesta di chi come Paolo De Castro, guida della Commissione agricoltura dell’Europarlamento non è d’accordo con la tabella stilata dalla Gran Bretagna: «Non ci siamo. E’ un sistema sbagliato: non serve a garantire la salute, e rischia di metter fuori gioco una buona parte dell’industria alimentare italiana e europea». La Gran Bretagna deve fare i conti con un problema di “stazza”, affatto indifferente. Il governo, infatti, spende ogni anno oltre 5 miliardi di sterline per trattare malattie legate al peso eccessivo dei cittadini: il 25% è classificato come «obeso».

Daily Telegraph avrebbe scritto: «Siamo i ciccioni d’Europa».  Da giugno, invece, è stata applicata la raccomandazione che inviterebbe distributori e supermercati ad apporre, secondo loro spontanea volontà, su ogni confezione dei bollini degli stessi colori di un semaforo e che segnalino la quantità contenuta di grassi, zucchero e sale. Il fine è quello di ostacolare il più possibile l’incrementarsi dell’obesità tra i consumatori e salvar loro la vita. Londra ha cercato di far rientrare i suoi semafori alimentari nel regolamento sulle etichettature varato dall’Ue nel 2011 che entrerà in vigore da gennaio. La sua iniziativa era stata respinta e ha deciso, quattro mesi fa, di attivarsi da sola.

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