Ares Gate, la parola a Franceso Testi che rivela la sua esperienza

C’era anche Francesco Testi tra i protagonisti delle fiction Ares e dopo le rivelazioni di Adua Del Vesco e Massimiliano Morra nella casa del GF Vip anche lui ha avvertito il bisogno di dire la sua, di raccontare la sua esperienza. Francesco Testi sui social spiega cosa significava avere in contratto con Ares Film. Imposizioni che lo hanno convinto a lasciare nel 2015, ancora prima anche andasse in onda “L’onore e il rispetto 4”, il suo ultimo film con la casa di produzione poi fallita. L’attore spiega ovviamente con cognizione di causa, in quella situazione di cui si parla c’è stato e riporta ciò che ha vissuto. “Cerco di dare il mio punto di vista su una questione che ormai ha preso piede, per cui non posso esimermi dal farlo. È il mio punto di vista proprio perché fa riferimento alla mia esperienza personale”.

FRANCESCO TESTI CON L’ARES ASSOLUTA DEDIZIONE AL LAVOTO – NIENTE LEGAMI AFFETTIVI STABILI

Ricordiamo che subito che altre protagoniste hanno confidato di richieste di flirt finti. “Avere un contratto con Ares Film aveva come conditio sine qua non quella di lasciare la vecchia agenzia e di tagliare i ponti con il proprio agente, questo perché la produzione aveva una propria agenzia di riferimento. Il paradigma su cui si fondava il progetto lavorativo era l’assoluta dedizione al lavoro e l’impossibilità di avere legami affettivi stabili (visti come potenziale distrazione dal progetto)“.

A Francesco questo al principio non pesava, la sua è stata una scelta consapevole, non aveva un amore importante a cui dovere rinunciare: “Il tutto era perfettamente chiaro e diventava una scelta consapevole (nessuno mi ha mai puntato una pistola alla tempia).
La vita però, si sa, è imprevedibile. Quando ho preso una “sbandata” per una donna, sono venuto meno al paradigma: ciò che prima non mi pesava, diventava improvvisamente un’imposizione”.

Si è poi innamorato e tutto è cambiato, sono arrivate le divergenze con i produttori: “Come avevo accettato consapevolmente di salire sulla nave, altrettanto consapevolmente ho deciso di abbandonarla nel 2015, prima ancora che andasse in onda “L’onore e il rispetto 4”, che è stato il mio ultimo lavoro con loro.
Reda, la mia compagna, ha abbandonato la nave insieme a me ed ho la fortuna di averla accanto ancora oggi”.

Dal quel momento non ha più visto nessuno dell’Ares, tranne per le condoglianze: “…ad Alberto il giorno del funerale di Teo. Mi sono pentito di non essere riuscito a mantenere i rapporti personali e mi chiedo tutt’oggi se, nel caso lo avessi fatto, avrei potuto accorgermi di strani segnali e fare qualcosa per aiutarlo,. Resterà sempre un mio cruccio”.

Testi conclude con un pensiero pe Adua: “In questi giorni ho sentito parole forti su questo tragico evento e non solo, parole che a mio avviso andrebbero approfondite in un contesto che di certo non può essere individuato in un palinsesto televisivo.
In età adolescenziale ho sofferto di una grave forma di depressione e so bene quali effetti devastanti possa avere sulla mente di una persona.
Per questo mi auguro che Adua superi questo momento e possa riuscire a stare bene”.

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