Preoccupa la visita del principe Carlo al padre Filippo: in ospedale è permesso in pochi casi

Una visita eccezionale del principe Carlo al padre Filippo. Il consorte della regina Elisabetta resta in ospedale e non solo nel fine settimana; la visita del figlio desta preoccupazione perché in questo periodo è concesso a pochi di entrare in ospedale. Fare visite ai parenti ricoverati non è semplice, nemmeno se sei il principe d’Inghilterra ma Carlo è entrato nella struttura e questo fa pensare che le condizioni di salute del principe Filippo non siano delle migliori; si tratta però solo di supposizioni. Dopo i primi giorni di ricovero e la prima nota di Buckingham Palace ne è arrivata un’altra. Il Duca di Edimburgo deve rimanere in ospedale a riposo e in osservazione anche la prossima settimana. Il medico sta agendo con cautela ma la visita del principe ha aggiunto altro alle ultime comunicazioni.

IL PRINCIPE FILIPPO RESTA IN OSPEDALE

“Dopo aver consultato il suo medico, il Duca di Edimburgo rimarrà in ospedale in osservazione e a riposo durante il fine settimana e fino alla prossima settimana. Il medico sta agendo con molta cautela. Il Duca rimane di buon umore” spiega la seconda nota da Palazzo reale. Il marito della regina Elisabetta ha 99 anni, è ricoverato per un malore imprecisato, niente che riguardi il Covid, è stato già vaccinato lo scorso gennaio. 

Il papà di Harry e Wlliam è rimasto 30 minuti in ospedale, così riporta la Bbc. Davvero strano perché il regolamento delle visite della struttura è chiaro. Si fa il possibile per proteggere i pazienti e quindi i visitatori sono ammessi in ospedale solo se è necessario che i ricoverati abbiamo una particolare assistenza o se ricevono cure di fin di vita. 

Il Principe Carlo è arrivato in una Tesla blu con le guardie del corpo. Le circostanze in cui i visitatori sono ammessi, si legge sul sito dell’ospedale, sono: “Per assistere pazienti con esigenze aggiuntive, ad es. demenza, difficoltà di apprendimento. In questo caso, verranno tamponati per consentire loro di continuare a prendersene cura – Per i pazienti che ricevono cure di fine vita”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.