Elisa Isoardi fa indignare tutti con la “dead pool”, la lavagna con i pronostici sui morti vip fa esplodere la polemica
La polemica di oggi l'ha fatta esplodere Elisa Isoardi con alcune storie pubblicate sui social: la dead pool fa indignare anche se molti difendono la conduttrice
Doveva essere una semplice storia Instagram, un modo per mostrare ai follower quello che succede dietro le quinte di Bar Centrale, il programma del sabato pomeriggio di Rai 1. E invece Elisa Isoardi si è ritrovata, suo malgrado, al centro di una polemica decisamente inaspettata. A far discutere non sono state le parole della conduttrice, ma un dettaglio che non è sfuggito agli occhi più attenti: una lavagna presente nella stanza della redazione, sulla quale sarebbero comparsi i nomi di alcuni personaggi famosi, associati a una sorta di dead pool, ovvero un gioco di pronostici su chi potrebbe morire.
Un particolare che ha trasformato quella che sembrava un’innocente riunione di lavoro in un caso destinato a dividere il pubblico. Ma che cosa è successo davvero? E soprattutto, siamo di fronte a qualcosa di cui indignarsi oppure a una polemica esagerata?
Elisa Isoardi e la lavagna nella redazione di Bar Centrale scatena le critiche: che cosa è successo
Tutto sarebbe nato da alcune storie pubblicate sui social da Elisa Isoardi, nelle quali la conduttrice mostrava alcuni momenti della vita di redazione. Immagini apparentemente innocue, almeno fino a quando qualcuno non ha concentrato l’attenzione su una lavagna visibile sullo sfondo. Secondo quanto segnalato da diversi utenti, su quel tabellone sarebbero stati riportati i nomi di personaggi famosi nell’ambito di una sorta di dead pool.
Per chi non conoscesse questa espressione, si tratta di un gioco, decisamente macabro, nel quale si cerca di indovinare quali personaggi pubblici potrebbero morire entro un determinato periodo. Naturalmente, non è possibile stabilire dalle sole immagini quale fosse l’effettiva finalità di quella lavagna, ma tanto è bastato per alimentare una discussione sui social. C’è chi ha trovato la cosa di pessimo gusto e chi, invece, ha invitato a non trarre conclusioni affrettate da un’immagine estrapolata dal suo contesto.
I coccodrilli giornalistici e la differenza con una dead pool: perché il paragone non convince tutti
Tra le argomentazioni di chi considera eccessiva la polemica c’è anche un riferimento a una pratica ben conosciuta nelle redazioni giornalistiche: quella dei cosiddetti coccodrilli. Si tratta di articoli o servizi dedicati a personaggi illustri, preparati in anticipo per poter raccontare tempestivamente la loro vita e la loro carriera in caso di morte. Una consuetudine che non dovrebbe scandalizzare nessuno, visto che fa parte del lavoro giornalistico. Ma siamo sicuri che sia questo il caso?
Innanzitutto, preparare un servizio commemorativo è cosa ben diversa dal fare pronostici sulla morte di qualcuno. E poi c’è un altro elemento che merita una riflessione: Bar Centrale non è il Tg1 e non è neppure un programma di approfondimento giornalistico dedicato strettamente all’attualità. È una trasmissione del sabato pomeriggio, con una sua identità e un taglio differente. Questo non significa che una redazione televisiva come quella di Elisa Isoardi non possa preparare materiale su personaggi celebri, ma rende comprensibili le domande di chi si chiede quale fosse il senso di quella particolare lavagna. Senza una spiegazione da parte dei diretti interessati, però, resta difficile andare oltre le ipotesi.
Il nome di Giovanni Allevi sulla lavagna rende la polemica ancora più delicata
A rendere questa vicenda particolarmente spiacevole, almeno agli occhi di chi ha criticato le immagini postate da Elisa Isoardi sui social, sarebbe soprattutto la presenza del nome di Giovanni Allevi. Il compositore e pianista ha raccontato pubblicamente la sua battaglia contro il mieloma multiplo, una malattia che ha profondamente cambiato la sua vita e il suo percorso artistico.
Proprio per questo, vedere il suo nome associato a una presunta lista di pronostici sulla morte ha suscitato reazioni negative. È comprensibile che un dettaglio simile possa ferire la sensibilità di molte persone, soprattutto di chi ha vissuto da vicino una malattia oncologica. Naturalmente, anche in questo caso è importante distinguere tra ciò che viene interpretato osservando un’immagine e quelle che erano realmente le intenzioni di chi ha scritto quei nomi.
Resta però una domanda: anche ammesso che si trattasse di un gioco interno alla redazione, era davvero opportuno? Il confine tra ironia, leggerezza e cattivo gusto è spesso molto sottile, specialmente quando si parla della salute e della vita delle persone.
Elisa Isoardi non commenta la polemica: indignazione giustificata oppure l’ennesimo caso social?
Per il momento, secondo quanto emerso, Elisa Isoardi non ha commentato pubblicamente la vicenda. E sarebbe anche ingiusto attribuire automaticamente alla conduttrice la responsabilità di quanto comparso sulla lavagna, senza sapere chi l’abbia realizzata e con quale scopo. Certo, le immagini sono finite sui social attraverso le sue storie, ma questo non significa necessariamente che fosse consapevole del dettaglio che avrebbe poi scatenato le critiche.
Come spesso accade, il pubblico si divide tra chi chiede maggiore sensibilità, soprattutto quando si parla di persone che stanno affrontando gravi problemi di salute, e chi ritiene che si stia montando un caso sul nulla. Forse, prima di emettere sentenze, sarebbe utile conoscere la versione della redazione di Bar Centrale. Perché se davvero si trattasse di semplici coccodrilli, una spiegazione potrebbe ridimensionare la vicenda. Se invece fosse un gioco di pronostici sulla morte dei vip, sarebbe legittimo interrogarsi sull’opportunità di una simile iniziativa.
E voi che cosa ne pensate? È giusto indignarsi per una lavagna del genere oppure stiamo dando troppa importanza a qualcosa che doveva rimanere una battuta privata? Vedremo se nelle prossime ore Elisa Isoardi che è stata davvero travolta da questa polemica social, deciderà di commentare oppure sceglierà la via del silenzio.