Romina Carrisi confessa: “Ho lavorato in uno strip club ma non era un capriccio”

E’ al Fatto Quotidiano che Romina Carrisi per la prima volta racconta del periodo in cui ha lavorato in uno strip club. Una rivelazione che suona strana ma la figlia più piccola di Al Bano e Romina Power spiega che non si trattava di un capriccio, era il suo tentativo di vivere una vita normale. Un’esperienza che ha vissuto a Los Angeles, città in cui è rimasta a lungo durante il suo periodo un po’ complicato. Più volte Romina Carrisi ha parlato del suo passato e questa volta racconta di quando ha lavorato come cameriera in questo strip club. Nessun capriccio, lo sottolinea spiegando che al massimo era il capriccio di vivere una “straordinaria normalità”. Non si è mai sentita una figlia di papà, voleva semplicemente fare nuove esperienze e oggi le racconta.

ROMINA CARRISI: “AVEVO BISOGNI DI PROVARE NUOVE ESPERIENZE”

Desiderava un mondo completamente sconosciuto, voleva tuffarsi un altro, l’ha fatto e si è anche divertita, nulla di strano. Lavorando in quel locale ha avuto modo di osservare molto e ha fatto anche incontri che definisce assurdi.

Romina Carrisi spiega che il proprietario del locale pretendeva che le ragazze dessero a lui tutte le mance, erano costrette. Una sera un cliente iraniano si è invaghito di lei e ha iniziato a darle mance da 100 dollari, non una, tante. Non voleva certo darle a qualcuno, erano sue quelle mance: “Così correvo in bagno e m’infilavo di nascosto le banconote negli stivali. A fine serata il capo mi disse: ‘Non hai tirato su manco dieci dollari?’. Io feci la faccia da svampita e me ne andai soddisfatta, con le banconote nello stivale”.

In America era andata per studiare:Ho capito che l’attenzione morbosa non è un forma d’amore, soprattutto quando il pubblico di terze persone veniva e mi giudicava, mentre io crescevo e mi sentivo sola”. Ha studiato recitazione, improvvisazione e scrittura, quella era solo un’esperienza come tante altre. 

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