Arisa soffocata dall’amore dei genitori: “Erano terrorizzati”

arisa bambina

Arisa ha tanto da raccontare della sua vita e a Vanity Fair torna indietro a quando era una bambina o poco più, all’amore e alla protezione dei suoi genitori, quello che la soffocava. Adora i suoi genitori, quando può torna nella sua Basilicata, nel paesino dove ancora vivono la mamma e il papà. Lì la semplicità è di casa e ogni volta Arisa si rigenera coccolata ma da ragazzina racconta che non le permettevano di fare niente o quasi niente. La cantante a 9 anni si è ritrovata cresciuta di colpo, non era più una bambina ed era un po’ troppo presto, lo racconta aggiungendo che i suoi erano terrorizzati anche perché lei era molto esuberante. Le hanno tolto le cose che tutti facevano, “non sono una navigata” per questo sotto certi aspetti Arisa è ancora infantile.

Arisa: “I miei genitori non mi facevano uscire di casa”

I suoi le vietavano di uscire e quindi di vivere esperienze di vita normali ma c’è anche da dire che Arisa anticipava un po’ i tempi. E’ passata dallo zainetto a forma di koala e la felicità delle semplici passeggiate lungo la strada sterrata ai problemi. Per anni ha vissuto il disagio per l’eccessiva protezione della madre e del padre.

“Il mio corpo è cresciuto di colpo. Lo sviluppo a nove anni… le forme, il seno, l’altezza. I miei genitori non mi facevano uscire di casa. Erano terrorizzati, mi vedevano come qualcosa di incontrollabile – ma ammette – Anche perché io ero esuberante, molto aperta. Avevano paura che qualcuno potesse farmi del male, che si potesse approfittare di questa mia predisposizione. Mi hanno protetta molto, ma il loro amore mi toglieva le cose che, a quell’età, era normale facessi. Ancora adesso per certi aspetti sono infantile, non sono una navigata”.

A casa sua si litigava tutti i giorni ed era lei il motivo dei litigi. La prima sigaretta a nove anni, il primo succhiotto sul collo, era tutto un po’ prestino ma poi i genitori hanno continuato con i divieti. Appena maggiorenne Arisa è volata via, si è trasferita prima a Bergamo e poi a Milano; deve alla sua voce il successo che ha oggi.

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