Jasmine Carrisi: “Ylenia una presenza nell’assenza”, l’ansia e la terapia 

Jasmine Carrisi a Vanity Fair racconta dell'ansia, la terapia che l'ha aiutata, la sorella Ylenia che non ha mai conosciuto e il gossip che le faceva male

jasmine carrisi vanity fair

Intervistata questa settimana da Vanity Fair, Jasmine Carrisi ha raccontato della sua famiglia, dell’ansia, della terapia e ha risposto alla domanda che le fanno spesso. C’è una sorella che non ha potuto conoscere di tutti parlano, Ylenia. Per Jasmine Carrisi non è semplice forse parlarne, lo ricorda a tutti che è nata parecchi anni dopo la sua scomparsa. Di lei ha sentito sempre parlare, attraverso ai racconti si è resa conto di tutto, un po’ alla volta. Parla di “presenza nell’assenza” e sono due semplici parole che spiegano tutto. 

“Ho vissuto Ylenia attraverso i racconti: è qualcosa di cui mi sono resa conto piano piano, perché sono nata molto tempo dopo la sua scomparsa. È stata forse una presenza nell’assenza, si può dire così” spiega bene Jasmine Carrisi che in queste settimane è impegnata a Tale e Quale Show. 

Jasmine Carrisi a Vanity Fair: “Mi pesava l’idea che tutti, all’esterno, parlassero della mia famiglia”

E’ cresciuta con le copertine in edicola che mostravano i suoi genitori, non la viveva bene, oggi lo dice. “Noi vivevamo una cosa, mentre fuori gli altri ne parlavano senza saperne assolutamente niente”, difficile da immaginare e Jasmine Carrisi l’ha vissuto. Magari tutti ricordavano Al Bano e Romina Power ma lei accanto a suo padre vedeva la sua mamma, Loredana Lecciso. 

“Ricordo che quando in edicola c’erano tutte le copertine con le foto di mamma e papà non la vivevo bene: mi sembrava che entrassero troppo nella mia vita. Per il pubblico magari era una telenovela, ma quella era la mia realtà quotidiana, i miei affetti, il mio tutto”.

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E’ cresciuta e oggi sente forte il supporto della famiglia, dei genitori, anche per lei l’adolescenza non è stata semplice. Sono loro il suo punto di riferimento: “Mi sento molto più supportata rispetto a prima. Quando sei più piccola capita spesso di vedere i genitori quasi come dei nemici”. Ricorda i piercing fatti di nascosto, i capelli fucsia, niente di così grave, era il suo modo di sperimentare. Oggi con loro è tutto più semplice.

Racconta dell’esperienza a Tale e Quale Show e dell’ansia forte che viveva all’inizio, adesso va meglio, si diverte di più e si vede. “All’inizio c’era più ansia, ma nelle ultime puntate mi sono divertita di più. Sono passata da una fase in cui mi sentivo più fragile a una in cui mi sento più forte e più autonoma: mi tocca meno tutto quello che succede all’esterno”.

Negli anni ad aiutarla anche la psicoterapia: “La terapia e, più in generale, la crescita personale mi hanno aiutata. La musica e quei posti sicuri ti aiutano a scappare sul momento, però è importante anche costruirsi, capirsi. Ho meno voglia di compiacere gli altri e inizio a fidarmi un po’ di più di me stessa. Prima mi affidavo tanto, anche per le cose più banali. Adesso seguo di più il mio istinto e un po’ me ne frego”.

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